Un’iniziativa che va ben oltre la semplice competizione agonistica, ponendo l’aggregazione giovanile al centro della propria missione. Questa è l’essenza della Fox Paestum, compagine militante nel girone L del campionato di Seconda Categoria, composta prevalentemente da atleti del territorio. La squadra ha esordito ieri pareggiando la prima giornata di campionato contro la formazione Cilentana.
I dettagli del progetto e le ambizioni stagionali sono stati illustrati dal calciatore Pasquale Quaglia, intervenuto nel corso della rubrica Terzo Tempo, lo spazio di InfoCilento dedicato alle realtà calcistiche locali. Il centrocampista ha delineato la filosofia del club, evidenziando il duplice binario su cui si muove la società.
Le ambizioni stagionali e la sostenibilità del club
L’obiettivo primario resta la condivisione e la passione per il rettangolo verde, sebbene la rosa possieda le qualità per recitare un ruolo di primo piano nella categoria. Secondo l’analisi del calciatore, la squadra è competitiva e allestita per stazionare nelle zone alte della classifica.
Il gruppo rappresenta un punto d’incontro tra la freschezza dei giovani e l’esperienza di elementi più maturi. Nonostante i rinforzi arrivati nel corso della sessione di mercato, la dirigenza ha mantenuto una linea di sostenibilità economica, realizzando la squadra a costo zero e confermando la forte impronta sociale del sodalizio.
Dalle origini della scuola calcio al campo
Le radici della società affondano nel tempo, partendo dall’esperienza della scuola calcio fondata anni fa. Il nome stesso richiama la figura delle volpi, un simbolo che ha accompagnato l’evoluzione del sodalizio sportivo fino all’approdo in Terza Categoria e, successivamente, all’attuale partecipazione al torneo di Seconda Categoria.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la continuità generazionale e umana del progetto. Molti dei ragazzi che oggi indossano la maglia della prima squadra sono cresciuti in quel vivaio, mentre alcuni degli attuali compagni di squadra in passato ne sono stati gli allenatori, creando un percorso di forte valore emozionale e identitario.