Saranno undici i comuni chiamati al voto nella primavera del 2026. Dieci di questi per naturale scadenza del mandato amministrativo. Si tratta di Celle di Bulgheria, Casal Velino, Laurino, Lustra, Pertosa, Polla, Postiglione, San Giovanni a Piro, Sassano e Sicignano degli Alburni. Questi centri, in realtà, avrebbero dovuto votare già nei mesi scorsi, ma il mandato delle amministrazioni è stato prorogato poiché nel settembre del 2020 si votò in piena emergenza Covid. Tutto è slittato di qualche mese, dunque. Ai dieci comuni se ne affiancherà un undicesimo, Laurito, dove il sindaco Vincenzo Speranza si era dimesso per potersi candidare alle ultime elezioni regionali.
Due rebus
Ci sono poi due rebus: Salerno e Santa Marina. Nel primo caso paiono scontate le dimissioni di Vincenzo Napoli per lasciare posto ad una ricandidatura di Vincenzo De Luca; probabilmente accadrà già dopo le elezioni provinciali dell’11 gennaio; a Santa Marina, invece, il sindaco Giovanni Fortunato è agli arresti domiciliari e la minoranza chiede a gran voce le dimissioni e un ritorno alle urne che fino ad ora non sono arrivate.
Il 2027 anno più complesso
Il 2027 sarà un anno più complesso sul fronte politico. Arrivano a naturale scadenza di mandato Agropoli, Albanella, Alfano, Buccino, Buonabitacolo, Camerota, Castellabate, Centola, Cicerale, Magliano Vetere, Montecorice, Piaggine, Petina, Pisciotta, Prignano Cilento, Roscigno, Rutino, Sacco, Sanza, Sant’Arsenio, Serre, Sapri, Stella Cilento e Stio.
Ci sono poi i comuni dove il voto è stato posticipato causa Covid, ovvero Altavilla Silentina, Cannalonga, Castel San Lorenzo, Ceraso, Controne, Corleto Monforte, Moio della Civitella, Monte San Giacomo, Monteforte Cilento, Montesano sulla Marcellana, Orria, Padula, Perdifumo, Pollica, Roccadaspide, San Mauro La Bruca, Santa Marina, Serramezzana, Sessa Cilento, Teggiano, Tortorella, Trentinara, Vallo della Lucania e Vibonati. In totale 48 i comuni al voto nel 2027.