Ospedale di Roccadaspide, “Mia mamma viva grazie a questo presidio”. La lettera di Antonio Luongo che restituisce fiducia nella sanità

Scritto il 02/01/2026
da Alessandra Pazzanese

È una storia di Natale a lieto fine, quella raccontata da Antonio Luongo, un uomo originario di Bellosguardo che vive a Roma. In un momento in cui si parla tanto dei casi di malfunzionamento della sanità pubblica, la storia di Luongo, o meglio della sua mamma, Maria Caporale, ridona fiducia e sottolinea l’importanza di un presidio ospedaliero, quello di Roccadaspide, fondamentale per migliaia di abitanti dell’entroterra cilentano, e non solo, troppo distanti dagli altri centri sede di ospedale.

La lettera ad InfoCilento di Antonio Luongo

“Nel pomeriggio del 16 dicembre, mia mamma, Maria Caporale di 68 anni e residente proprio a Roccadaspide, iniziò ad accusare dei dolori all’addome e a sentirsi poco bene. Sembrava un normale fastidio alla pancia e pertanto prese degli antidolorifici. Ma il dolore non passava e alle 11:00 del giorno dopo, il 17 dicembre, fu accompagnata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Roccadaspide dove fu subito accettata e soccorsa.

I dolori fortissimi che lei accusava non erano dovuti a semplici fastidi, ma al perforamento dell’intestino causato dai diverticoli. Un caso gravissimo. I medici che l’accolsero furono tempestivi, meticolosi e tanto professionali ad accorgersene subito e a trasferirla immediatamente nella sala operatoria in cui, in brevissimo tempo, fu operata d’urgenza, con un intervento salvavita, grazie all’equipe del dottore Di Pace e con il Dottore Taddeo, a cui ho espresso più volte la mia gratitudine.

In pochi minuti, in pratica, mia mamma ha ricevuto tutte le cure necessarie, se non avesse avuto l’ospedale vicino e se non avesse trovato questa efficienza lei ora non sarebbe qui” si legge nella nota di Luongo che ha sottolineato l’importanza vitale, per la sua mamma, di aver ricevuto una tac e una diagnosi tempestiva.

La buona sanità

“Oltre alla professionalità e all’efficienza ho scritto questa nota perché ho trovato tanta gentilezza da parte di tutto il personale sanitario dell’Ospedale di Roccadaspide, ho ricevuto tanta vicinanza e tanta umanità. A volte le cose non vanno nel verso giusto ed è giusto raccontarle, ma bisogna raccontare anche le storie a lieto fine come la nostra” ha concluso Luongo. La signora Caporale è stata dimessa il 26 gennaio, sta bene anche se dovrà affrontare un periodo di degenza come da prassi nel suo caso clinico.