La stagione dei saldi invernali 2026 è ormai alle porte, ma le previsioni per il settore commercio non sono incoraggianti. Secondo le stime diffuse dal Codacons, l’atteso rilancio dei consumi non si concretizzerà: gli sconti di fine stagione rischiano infatti di tradursi in una delusione per molti negozianti, già provati da mesi di vendite in calo.
Famiglie con budget ridotti dopo le festività
Il Codacons evidenzia come la capacità di spesa delle famiglie italiane sia fortemente compromessa dalle spese sostenute durante le festività natalizie. A questo si aggiunge un 2025 segnato da rincari diffusi su alimentari, energia e trasporti, che ha ulteriormente eroso i bilanci domestici.
Il risultato è una propensione agli acquisti non essenziali ai minimi storici. L’associazione stima che il giro d’affari dei saldi non supererà i 4,5 miliardi di euro, un dato inferiore ai livelli pre-Covid e indicativo di un mercato ancora in difficoltà.
E-commerce in crescita e negozi fisici penalizzati
A pesare sulle vendite dei saldi invernali 2026 è anche la crescente attrattiva del commercio online, che grazie a promozioni costanti e consegne rapide continua a sottrarre quote di mercato ai negozi tradizionali. Una tendenza ormai consolidata, che rende ancora più complesso il recupero del settore retail fisico.
In questo scenario, il Codacons ha diffuso il consueto vademecum per gli acquisti sicuri, utile per orientarsi tra offerte, sconti e possibili rischi.
Regole e trasparenza: cosa devono garantire i negozi
Tra le indicazioni principali, l’associazione ricorda l’obbligo per i commercianti di:
- indicare prezzo originale, sconto applicato e prezzo finale;
- garantire la tutela del consumatore in caso di prodotti difettosi, con possibilità di riparazione, sostituzione o rimborso;
- accettare pagamenti elettronici senza costi aggiuntivi;
- mantenere trasparenza nella distinzione tra merce in saldo e articoli a prezzo pieno.
La prova dei capi resta a discrezione del negoziante, ma il Codacons invita alla prudenza verso i negozi che non consentono alcuna verifica del prodotto.
Calendario dei saldi invernali 2026: date e durata regione per regione
Il calendario ufficiale dei saldi invernali 2026 prevede l’avvio:
- 3 gennaio nella maggior parte delle regioni italiane
- 2 gennaio in Valle d’Aosta
- 8 gennaio in Alto Adige
La durata varia da 45 a 60 giorni, a seconda delle normative regionali. Restano in vigore anche le regole sulle vendite promozionali antecedenti il periodo dei saldi, che in molte regioni sono limitate o vietate.
Un settore ancora in difficoltà
L’analisi del Codacons mette in evidenza come, nonostante l’imminente stagione di sconti, il contesto economico e le nuove abitudini di consumo continueranno a influenzare negativamente le performance del commercio tradizionale. I saldi, un tempo considerati un momento chiave per il rilancio delle vendite, oggi non sembrano più in grado di invertire la tendenza.
Saldi invernali 2026: i consigli del Codacons per acquisti sicuri
Come ogni anno, il Codacons propone una serie di consigli utili per evitare fregature e acquistare in modo consapevole.
1. Conservare sempre lo scontrino
Anche i capi in saldo possono essere cambiati in caso di difetto. Se la sostituzione non è possibile, il cliente ha diritto al rimborso in denaro.
2. Verificare che sia vera merce di fine stagione
Diffidare dei negozi che si riempiono improvvisamente di articoli assortiti: potrebbero non appartenere alla stagione in chiusura.
3. Confrontare i prezzi
Annotare i prezzi nei giorni precedenti ai saldi aiuta a verificare la reale entità dello sconto.
4. Avere le idee chiare
Entrare in negozio con una lista precisa evita acquisti impulsivi e inutili.
5. Attenzione agli sconti oltre il 50%
Riduzioni troppo elevate possono nascondere merce non nuova o di qualità inferiore.
6. Preferire negozi di fiducia
Acquistare da rivenditori conosciuti permette di valutare meglio la convenienza.
7. Prezzi chiari e trasparenti
Il negozio deve esporre prezzo originale, prezzo scontato e percentuale di sconto.
8. Prova dei capi
Non è obbligatoria, ma è consigliabile evitare articoli che non possono essere provati.
9. Pagamenti elettronici
Il commerciante è obbligato ad accettare carte e bancomat senza costi aggiuntivi.
10. In caso di sospetta truffa
È possibile rivolgersi al Codacons o contattare la Polizia Municipale.