A poco più di trenta giorni dall’inaugurazione ufficiale, il nuovo itinerario di visita del Santuario di Hera Argiva, situato alla Foce del Sele nel comune di Capaccio Paestum, versa già in condizioni di criticità. Il sito archeologico, oggetto di un recente intervento di valorizzazione, risulta attualmente parzialmente allagato.
Le criticità strutturali e idrauliche del nuovo itinerario
Secondo le segnalazioni documentate, l’area presenta ristagni d’acqua diffusi che interessano non solo i camminamenti, ma anche il giardino mediterraneo e le zone di sosta. Il problema risiederebbe in una carenza progettuale: l’acqua, che in precedenza defluiva naturalmente, rimane ora bloccata a causa dell’assenza di pendenze adeguate e di sistemi di scolo efficienti.
La situazione sta compromettendo anche il decoro e la tenuta dei materiali: la vegetazione sommersa rischia il deperimento, mentre gli arredi, come le panchine installate in pendenza, appaiono poco funzionali. Si registrano inoltre problemi di stabilità per i paletti in legno e il cordame, elementi che oltre a deteriorarsi rapidamente, ostacolerebbero la corretta visuale dei reperti archeologici.
Barriere architettoniche e problemi di accessibilità
Nonostante gli obiettivi di inclusività dichiarati dal progetto, emergono gravi mancanze sul fronte dell’accessibilità. È stato rilevato che alcuni pannelli con mappe tattili sono di fatto irraggiungibili per i visitatori a causa della conformazione del bordo del camminamento, rendendo nullo il servizio dedicato alle persone con disabilità.
La denuncia politica e la richiesta di chiarezza
Il caso è stato sollevato dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, il quale ha ricevuto segnalazioni riguardanti presunti tentativi di nascondere il problema già durante il giorno dell’inaugurazione tramite l’uso di pompe aspiratrici.
«Se quanto segnalato fosse confermato ci troveremmo di fronte all’ennesima opera pubblica inaugurata in fretta e lasciata senza un’adeguata cura successiva. È doveroso fare piena chiarezza sui costi sostenuti, sulle responsabilità progettuali e sulla direzione dei lavori», ha dichiarato Borrelli.
Il deputato ha inoltre esteso la critica alla gestione della cinta muraria di Paestum, segnalando come rimanga al buio da mesi, rappresentando un rischio per la sicurezza. In merito al santuario, Borrelli ha concluso: «Occorre un sopralluogo immediato insieme a spiegazioni ufficiali e interventi urgenti. La valorizzazione del patrimonio culturale non può ridursi a propaganda né trasformarsi in uno spreco di risorse pubbliche».