È un documento durissimo quello diffuso dalle forze di opposizione contro il sindaco Mario Conte, che dipinge una città di Eboli ormai allo stremo. Il testo, firmato da Cosimo Pio Di Benedetto, Francesco Squillante, Emilio Masala, Pierino Infante, Cosimo Naponiello, Giuseppe Norma, Filomena Rosamilia, Camilla Di Candia, Pierluigi Giarletta e Damiano Cardiello, parla senza mezzi termini di una situazione «drammatica».
“Eboli allo stremo”
Secondo i firmatari, Eboli sarebbe stata: “abbandonata a sé stessa da un sindaco confuso e incapace di amministrare”. L’accusa è quella di una gestione affidata a: “figure senza deleghe né identità politica, richiamate solo da un passato ruolo di assessori”. Una macchina amministrativa senza: “maggioranza consiliare e senza contatti reali con gli uffici e con la comunità”. Emblematico, per l’opposizione, l’ultimo Consiglio comunale: “rimasto a metà e mai portato a termine“.
“Gestione fallimentare”
Il sindaco, si legge, eviterebbe il: “confronto democratico rifugiandosi in interviste giudicate titaniche, da Titanic”. Nel frattempo la Ragioneria comunale avrebbe richiamato l’Ente al: “rispetto delle scadenze, paventando il rischio di commissariamento”. Un’eventualità che bloccherebbe la:”spesa pubblica e aggraverebbe ulteriormente i costi per i cittadini”. Gravi criticità emergono anche sulla sicurezza urbana e sulla videosorveglianza, definita un «misero impianto».
Il nuovo piano regolatore, paragonato alla: “tela di Penelope, rischia di decadere per scadenza dei termini”. Le opere pubbliche restano ferme, incluso il: “finanziamento P.R.I.U.S., ormai scomparso dal dibattito”. Preoccupante anche la situazione dell’ospedale: “privato di risorse e miglioramenti”.
L’affondo: “Conte si dimetta”
Per l’opposizione, Eboli è vittima di un: “modus operandi arrogante, basato su falsità e sull’assenza di confronto”. Da qui l’appello finale:” un atto di responsabilità, con le dimissioni immediate del sindaco e le scuse alla città”.