Sanità ed edilizia a Salerno, UIL: nuovi ospedali ma senza personale

Scritto il 20/01/2026
da Redazione Infocilento

Emergenza sistema a Salerno: sanità ed edilizia soffrono per la fuga di personale e manodopera. Il rischio PNRR tra nuove strutture e carenza di professionisti

In provincia di Salerno le criticità che colpiscono la sanità e il settore delle costruzioni non rappresentano più eventi sporadici, ma delineano un vero e proprio stato di emergenza sistemico. Il quadro attuale mostra ospedali in condizioni di estremo affanno, pronto soccorso congestionati e una dipendenza strutturale dai cosiddetti medici “gettonisti” per colmare le lacune organiche.

A questa situazione si affianca la fuga di infermieri dal servizio pubblico e la crescente carenza di medici di base, segnali di una crisi che supera la stagionalità delle ondate influenzali per farsi strutturale. Parallelamente, il comparto dell’edilizia, pur disponendo di numerosi cantieri e ingenti risorse pubbliche, soffre della mancanza di manodopera qualificata e di imprese strutturate in grado di assicurare standard elevati di sicurezza e continuità operativa.

Il fallimento della programmazione e l’emorragia di competenze

La sanità salernitana è vittima di un costante esodo di professionisti verso il settore privato o l’estero, dove trovano condizioni economiche e percorsi di carriera più vantaggiosi. In provincia mancano centinaia di infermieri e decine di medici di medicina generale, costringendo interi reparti a reggersi su contratti a partita IVA. Questo modello, nato per gestire le urgenze, è ormai diventato la norma, evidenziando quello che viene definito come il fallimento della programmazione.

Secondo Patrizia Spinelli, Segretario Generale FENEALUIL Salerno, si tratta di un meccanismo già noto al settore edile: “lavoratori qualificati che lasciano il territorio o cambiano settore perché qui non trovano stabilità, riconoscimento e prospettive”. In entrambi gli ambiti, la perdita di competenze è la conseguenza diretta di anni di svalutazione del lavoro.

Impatto economico e sociale della fuga dei professionisti

Il danno derivante da questa migrazione di professionalità è incalcolabile. Lo Stato investe risorse pubbliche per formare medici, infermieri, tecnici e operai specializzati, ma i frutti di tale investimento vengono raccolti altrove. Questo fenomeno genera una perdita di valore economico, produttività e PIL, a cui si sommano i costi indiretti legati al rallentamento dei servizi e al calo della qualità delle prestazioni. L’aumento della spesa emergenziale e la progressiva perdita di coesione sociale rappresentano un impoverimento strutturale che frena lo sviluppo del territorio, scaricando i costi più alti direttamente sulle comunità locali.

Il paradosso delle opere pubbliche e del PNRR

Il territorio salernitano sta vivendo una stagione di investimenti pubblici straordinari grazie ai fondi del PNRR, che prevedono la nascita di Case della Comunità, ristrutturazioni ospedaliere e la realizzazione del nuovo ospedale Ruggi d’Aragona. Tuttavia, emerge una contraddizione profonda: si costruiscono nuove infrastrutture ma mancano le risorse umane per gestirle. Il rischio concreto è che questi interventi si trasformino in contenitori moderni ma privi di funzionalità reale. La radice del problema, comune a sanità ed edilizia, risiede nella distruzione della fiducia nel lavoro pubblico e regolato. Come sottolineato nell’analisi sindacale, “il rischio concreto è che le nuove strutture del PNRR diventano contenitori moderni ma inutilizzabili”, portando alla conclusione che “ignorarlo significa accettare che l’emergenza diventi il nuovo equilibrio”.