Inchiesta corruzione in Campania: chiesti gli arresti per il consigliere Giovanni Zannini

Scritto il 20/01/2026
da Redazione Infocilento

La Procura chiede l'arresto per Giovanni Zannini (FI). Accuse di corruzione e concussione. Interrogatori il 4 febbraio

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha avanzato una richiesta di arresto nei confronti di Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania recentemente rieletto tra le fila di Forza Italia. L’indagine, che ipotizza i reati di corruzione e concussione, coinvolge anche noti esponenti del mondo imprenditoriale locale per i quali la Procura ha invece richiesto la misura del divieto di dimora.

Il profilo politico e le tappe dell’indagine

Zannini, figura di rilievo nel panorama politico casertano, era stato eletto nel 2020 con la lista “De Luca Presidente”, ricoprendo il ruolo di presidente della Commissione Ambiente. Successivamente, dopo il passaggio a Forza Italia, è stato riconfermato alle consultazioni di novembre 2025 con quasi 32.000 preferenze.

L’iter giudiziario seguirà ora le disposizioni della Legge Nordio: spetterà al gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere decidere sull’effettiva applicazione delle misure cautelari solo dopo l’interrogatorio degli indagati, calendarizzato per il prossimo 4 febbraio.

Le contestazioni: dalle pressioni in Asl ai favori imprenditoriali

Il quadro accusatorio, delineatosi già a fine 2024, si articola su diversi episodi. Uno dei filoni principali riguarda le presunte pressioni esercitate sul dirigente Asl Enzo Iodice. Secondo gli inquirenti, Zannini avrebbe spinto Iodice a rassegnare le dimissioni poiché quest’ultimo si sarebbe opposto a specifiche richieste del consigliere in merito a delle nomine. Iodice aveva poi lasciato l’incarico nel settembre 2023.

Parallelamente, la Procura indaga sui rapporti tra il politico e degli imprenditori locali.

Di fronte a tali contestazioni, Giovanni Zannini ha sempre ribadito la propria innocenza. Sin dalle prime fasi dell’inchiesta, il consigliere si è detto “totalmente estraneo” ai fatti, dichiarandosi “pronto a fornire ai magistrati tutti i chiarimenti necessari” e intenzionato a “esibire i bonifici per dimostrare di avere pagato sia il viaggio sia gli scooter”.