Caso malore ad Agropoli: il chiarimento di Antonio Aloia sulla gestione dell’emergenza

Scritto il 23/01/2026
da Ernesto Rocco

Il dottor Antonio Aloia chiarisce il caso del paziente soccorso ad Agropoli e precisa: «Ospedale deve essere un avamposto sanitario»

Il caso dell’uomo soccorso presso l’ex ospedale di Agropoli e successivamente trasferito a Vallo della Lucania ha generato un acceso dibattito pubblico nelle ultime ore. Per fare chiarezza sulla dinamica degli eventi e rassicurare la cittadinanza, è intervenuto il dottor Antonio Aloia, direttore dell’UTIC dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, smentendo le ricostruzioni imprecise circolate inizialmente.

La smentita sull’ipotesi di infarto

Il primo punto affrontato dal dirigente medico riguarda la natura del malore che ha colpito il paziente lo scorso 21 gennaio. Non si è trattato di un attacco cardiaco acuto. “Innanzitutto dobbiamo precisare che il paziente non è stato colpito da infarto del miocardio, come erroneamente riferito”, ha puntualizzato Aloia.

Il paziente, giunto al Pronto Soccorso di Vallo della Lucania alle 10:06 tramite il 118, è stato sottoposto a un iter diagnostico completo che ha escluso la necrosi del miocardio. Gli esami hanno invece evidenziato una ridotta funzione contrattile del ventricolo sinistro e problematiche legate a un pacemaker già esistente. Di conseguenza, i medici hanno programmato un intervento di aggiornamento del dispositivo (up-grade) con un sistema più sofisticato.

Il funzionamento della rete tempo dipendente

L’episodio ha riacceso i riflettori sull’organizzazione dei soccorsi nel territorio cilentano. Aloia ha spiegato che la gestione delle emergenze cardiologiche segue protocolli rigidi basati sul modello Hub e Spoke. In questa struttura, l’ospedale di Vallo della Lucania funge da centro Hub, dotato di Emodinamica attiva 24 ore su 24, mentre le altre strutture territoriali rappresentano i punti di primo contatto.

Secondo il direttore dell’UTIC, una maggiore sinergia avrebbe potuto evitare il clamore mediatico: “Probabilmente con una maggiore collaborazione e buon senso di tutti gli attori in campo il caso poteva essere gestito senza creare tanto inutile allarmismo”. Ha inoltre sottolineato che, proprio quel giorno, presso il Punto di Primo Soccorso di Agropoli era disponibile un consulente cardiologo che avrebbe potuto fornire supporto immediato.

Dati positivi sulla mortalità e qualità delle cure

Nonostante le polemiche, i dati ufficiali dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) confermano l’efficacia del sistema sanitario locale. La mortalità a 30 giorni per infarto nel distretto è del 5,35%, un valore sensibilmente inferiore alla media nazionale del 6,78%. Risultati analoghi si registrano per lo scompenso cardiaco e per la rapidità degli interventi di angioplastica coronarica.

“Il nostro modello organizzativo in questi anni ha dimostrato di funzionare grazie alla professionalità e l’operosità di tutti”, ha affermato Aloia, ringraziando il personale del 118 e i medici che operano quotidianamente “in trincea”.

Prospettive per il futuro dell’ospedale di Agropoli

In merito al ruolo della struttura sanitaria di Agropoli, Aloia ha ribadito la necessità di potenziare i servizi per rispondere alle esigenze di un bacino di utenza molto vasto, specialmente durante il periodo estivo. L’obiettivo è consolidare un avamposto sanitario capace di gestire le emergenze in modo qualificato.

In conclusione, il primario ha rivolto un appello alla coesione: “Abbiamo il dovere di lavorare insieme e crescere insieme, lo dobbiamo a tutte le nostre comunità”, invitando a evitare sterili contrapposizioni tra i territori di Vallo della Lucania e Agropoli.