Un episodio che rischia di scuotere la politica locale ha come protagonista il consigliere comunale di Castelnuovo Cilento, Antonio Giglio, esponente di Forza Italia, a cui il Sindaco, Gianluca D’Aiuto, ha revocato le delega alle politiche giovanili, innovazione tecnologica e associazionismo. La decisione è stata motivata con la partecipazione del consigliere all’open day dell’Istituto Alberghiero Ancel Keys e con un post pubblicato sui social in cui Giglio ne dava notizia.
La scelta
La revoca ha immediatamente sollevato polemiche tra i colleghi e nella cittadinanza. La critica principale riguarda l’uso delle deleghe come possibile strumento di pressione o intimidazione, invece che come riconoscimento del lavoro e delle competenze dei consiglieri eletti.
Il commento del consigliere Giglio
«Ho partecipato a un evento sul territorio, l’Open Day dell’Istituto Alberghiero di cui tra l’altro sono stato anche alunno e ho pensato di darne notizia su Facebook – ha raccontato il consigliere Antonio Giglio – dopo poco tempo ho ricevuto un messaggio da parte del Sindaco, Gianluca D’Aiuto, che mi accusava di mancanza di rispetto nei suoi confronti per non averlo avvisato e non avergli chiesto se potevo andare. Nel messaggio mi avvertiva che avrebbe fatto le sue valutazioni alla luce del post. Due giorni dopo è arrivato il decreto di revoca in cui si legge che “è venuto meno il vincolo fiduciario sotteso al conferimento della delega in esame, alla luce del fatto che da un post pubblicato sul suo profilo Facebook, il medesimo consigliere ha rivendicato ”autonomia” decisionale e ha evidenziato attività dallo stesso poste in essere esorbitanti la delega a lui conferita, senza che il sindaco ne fosse informato”»”. Non ho capito come la mia partecipazione a un evento possa fa venire meno il vincolo fiduciario e credo che revocare una delega come punizione per aver partecipato a un’iniziativa pubblica e averne dato notizia significhi negare l’autonomia che è alla base del mio mandato. Ne prendo atto ma continuerò a svolgere il mio ruolo con presenza e responsabilità sul territorio».
La posizione del capogruppo Morinelli
Il capogruppo di maggioranza, Gennaro Morinelli, ha aggiunto: «Le deleghe sono uno strumento serio e non possono diventare un mezzo per punire chi partecipa alla vita della città o porta contributi concreti. Questo metodo è ingiusto e mette a rischio il rapporto tra istituzioni e cittadini».
L’episodio solleva un interrogativo: può un consigliere comunale essere punito per aver partecipato a iniziative del paese? La vicenda mette in luce un problema più ampio legato al controllo dei ruoli all’interno della maggioranza e alla necessità di salvaguardare autonomia, trasparenza e rispetto delle istituzioni.
Secondo molti osservatori quanto accaduto rappresenta un altro segnale preoccupante, dopo che a novembre i consiglieri politici nominati dal Sindaco avevano preso pubblicamente le distanze da un modo di amministrare che non li rappresentava e che, come denunciavano in una lettera al Sindaco, non era coerente con quanto promesso in campagna elettorale.