Medaglia d’Onore ad Antonio Di Miele: Sassano ricorda il sacrificio del deportato nei lager nazisti

Scritto il 28/01/2026
da Redazione Infocilento

Conferita alla memoria di Antonio Di Miele la Medaglia d’Onore. Il Comune di Sassano celebra il cittadino deportato e costretto al lavoro coatto nei lager tedeschi

In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, la cripta della Cattedrale di Santa Maria della Pace a Campagna ha ospitato una cerimonia di profondo valore civile. Durante l’evento è stata conferita la Medaglia d’Onore alla memoria di Antonio Di Miele, cittadino originario di Sassano, distintosi per il sacrificio personale durante il secondo conflitto mondiale.

La deportazione e l’internamento nei lager

La cerimonia ha permesso di ripercorrere la drammatica testimonianza storica di Antonio Di Miele. In seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, l’uomo fu catturato dalle forze naziste e deportato in un lager tedesco. In Germania, Di Miele visse l’esperienza dell’internamento e fu assoggettato al regime del lavoro coatto, subendo le privazioni e le sofferenze tipiche della prigionia nei campi di concentramento.

La consegna dell’onorificenza presidenziale

L’onorificenza, concessa ufficialmente dal Presidente della Repubblica, è stata consegnata dal Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, ai familiari del decorato: il figlio Giovanni Di Miele e la nipote Chiara. Il riconoscimento costituisce un tributo solenne dello Stato italiano nei confronti di tutti coloro che sono stati vittime di persecuzione, deportazione e privazione della libertà durante l’ultima guerra, elevando la loro memoria a esempio di dignità.

Il riconoscimento della comunità di Sassano

Alla celebrazione ha preso parte il Comune di Sassano, rappresentato da Gaetano Spano, consigliere comunale e assessore alla Comunità Montana. Spano ha voluto omaggiare i familiari con una targa commemorativa a nome dell’ente locale. Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale hanno manifestato il proprio orgoglio per questo riconoscimento, sottolineando come la vicenda di Di Miele rappresenti una testimonianza di valore che “appartiene alla storia e alla coscienza della Nazione”.