Nel Vallo di Diano la devozione alla Divina Pastora ha una storia recente, ma parla già il linguaggio profondo delle radici. È una fede nata nel 2020, quasi in silenzio, con la delicatezza dei gesti autentici: una piccola immagine e una statuina portate nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Teggiano. Un atto semplice, eppure carico di nostalgia per la terra lontana, di gratitudine per l’accoglienza ricevuta e di speranza per il futuro.
Il pellegrinaggio
Dal 2021 questa devozione ha trovato una casa viva a Sala Consilina nella chiesa della Santissima Trinità grazie alla comunità italo-venezuelana, che con amore e costanza ha custodito e fatto crescere il culto della Divina Pastora. Prima un piccolo quadro, poi, nel 2023, un segno ancora più forte: l’arrivo della statua dalla Spagna, frutto della generosità condivisa e simbolo di un legame che attraversa confini, oceani e storie personali.
Il 2025 ha segnato una tappa importante: la prima processione, quando la fede è uscita dalle chiese per farsi cammino, incontro, testimonianza pubblica. Un momento intenso, capace di trasformare la devozione in esperienza comunitaria, vissuta passo dopo passo, preghiera dopo preghiera.
Le tappe
Quest’anno il Pellegrinaggio della Divina Pastora nel Vallo di Diano assume un significato ancora più profondo. È una preghiera itinerante per il Venezuela, Paese ferito ma mai vinto, che continua a vivere e sperare attraverso la fede dei suoi figli sparsi nel mondo.
La Madonna Pastora attraverserà diverse comunità del territorio, da Montesano Scalo a Buonabitacolo, da Padula a Sassano, fino a Prato Perillo e Teggiano, unendo parrocchie, storie e cuori.
È una storia fatta di passi piccoli ma determinati, di mani che si stringono, di comunità che si riconosce e si ritrova. Nel Vallo di Diano la Divina Pastora non è solo un’immagine sacra: è una presenza che accompagna, consola, unisce. È il segno che anche una fede giovane, quando nasce dall’amore e dalla memoria, può diventare radice profonda e speranza condivisa.