Il dibattito sullo spopolamento delle aree interne della Campania si arricchisce di una proposta destinata a far discutere: collegare la Valle del Calore e i Monti Alburni al nodo ferroviario di Eboli attraverso una nuova linea ferrata. L’idea porta la firma di Pino Palmieri, sindaco di Roscigno, che sceglie di rompere gli indugi proponendo una soluzione di rottura rispetto ai fallimenti infrastrutturali degli ultimi decenni.
Addio al miraggio della Fondovalle Calore
La proposta di Palmieri nasce dalle ceneri della Fondovalle Calore, un’opera rimasta incompiuta per oltre quarant’anni nonostante i doppi finanziamenti. Il progetto stradale si è scontrato ripetutamente con vincoli progettuali insormontabili e criticità gestionali, trovando il suo definitivo stop nell’area sensibile delle Grotte di Castelcivita.
Secondo il primo cittadino, non è più tempo di insistere su modelli che si sono rivelati impraticabili. Il dispendio di risorse e la perdita di fiducia da parte dei cittadini richiedono un cambio di rotta verso infrastrutture che siano realmente cantierabili e, soprattutto, capaci di generare benefici misurabili nel breve periodo.
Obiettivi e benefici del progetto ferroviario
L’idea di una ferrovia che attraversi il cuore del Cilento interno non è solo una suggestione tecnica, ma un atto di responsabilità politica. Gli obiettivi dichiarati sono molteplici, garantire accessibilità all’area e tempi certi per studenti, lavoratori e cittadini che vogliono raggiungere i centri di servizi; ridurre i costi della mobilità per le famiglie; ampliare l’attrattività territoriale; contrastare l’abbandono dei territori.
Una sfida alla marginalità
La proposta di Palmieri solleva un tema centrale: la sicurezza e la velocità dei collegamenti sono le uniche armi rimaste per garantire la sopravvivenza dei piccoli comuni. Laddove i collegamenti funzionano, le comunità prosperano; dove mancano, il destino sembra segnato dal declino demografico.
Il precedente
La proposta di Palmieri ha un precedente storico in un’altra area del Cilento, quella del Monte Stella. Sul finire dell”800, il territorio risultava difficilmente raggiungibile per questo una società presentò al Ministero dei Lavori Pubblici la proposta di una strada ferrata che collegasse Agropoli a Mercato Cilento con fermate ad Ogliastro, Prignano, Sant’Antuono, Rutino, Santa Maria della Tempitella, Lustra.