Si sono infrante ieri mattina all’alba le speranze di ritrovare ancora in vita Franco Sabetta, l’uomo scomparso nel pomeriggio di domenica da Castelcivita. Dopo ore di ricerche, i soccorritori hanno rinvenuto il corpo senza vita del sessantaseienne sulle rive del fiume Calore, nel tratto che attraversa il comune delle Grotte.
L’allarme e le ricerche di Franco Sabetta
L’allarme era scattato circa dodici ore prima della scoperta. L’uomo, che soffriva di problemi di salute, si era allontanato intorno alle 16 dalla casa di riposo dove era ospite da alcune settimane. I familiari avevano chiesto aiuto immediatamente e numerosi volontari si erano messi sulle sue tracce tra Castelcivita e Aquara, suo comune d’origine. Nonostante l’attività intensa, le ricerche iniziali non avevano dato esito, finché i vigili del fuoco e i carabinieri non hanno fatto l’amara scoperta.
Il corpo di Franco era riverso nel fiume a pelo d’acqua, in posizione prona. In una mano stringeva ancora una scarpa, mentre l’altra era stata rinvenuta poco prima sulla strada percorsa per raggiungere il corso d’acqua. Il ritrovamento è avvenuto nell’area rurale di località Cappellano, una zona impervia resa ancora più difficile da raggiungere a causa del fango accumulato per le piogge recenti. La zona, tuttavia, non dista molto dalla struttura da cui l’uomo si era allontanato.
Il cordoglio
Franco Sabetta era conosciuto e benvoluto da tutti ad Aquara. L’intera comunità e l’amministrazione comunale hanno espresso profondo cordoglio. Il sindaco di Aquara, Antonio Marino, lo ha ricordato come un’anima fragile ma luminosa: “Franco, una presenza costante, un’anima fragile ma luminosa che attraversava le nostre strade portando con sé una spontaneità rara. Franco si faceva voler bene da tutti perché era un uomo buono, a tratti particolare, ma sempre autentico. La sua improvvisa dipartita ci lascia un senso di vuoto e tristezza. Aquara oggi perde un suo figlio, un uomo che, nella sua semplicità, ha insegnato a molti il valore della tolleranza e dell’affetto incondizionato. Alla famiglia Sabetta, che lo ha curato e seguito, giunga l’abbraccio collettivo e sentito di Aquara”.
Restano da chiarire le dinamiche dell’allontanamento e come l’uomo abbia potuto percorrere centinaia di metri di strada sterrata e fangosa, considerando le sue condizioni di salute e le difficoltà d’accesso riscontrate persino dai soccorritori e dal medico legale. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Aquara, coordinati dal maresciallo Pierpaolo Coppola. Al momento sono state escluse sia l’ipotesi dell’annegamento sia quella di una morte violenta; è probabile che il decesso sia stato causato da un improvviso malore.
La salma è stata riconsegnata ai familiari e le esequie si terranno oggi alle ore 16:00 presso la chiesa di San Lucido.