Tra poco più di un mese arriveranno le prime condanne per il processo per presunto scambio elettorale politico-mafioso che vede coinvolto anche l’ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri e l’imprenditore Roberto Squecco.
Strategie difensive e richieste di patteggiamento
Durante l’ultima seduta, infatti, i legali di Roberto Squecco e del vigile urbano Antonio Bernardi hanno avanzato istanze di patteggiamento. Nello specifico, per Squecco è stata proposta una pena di 10 mesi (da convertire in sanzione pecuniaria) attraverso la riqualificazione del reato da patto politico-mafioso a corruzione elettorale. Per Bernardi, la difesa punta a una reclusione di 3 mesi, chiedendo la derubricazione di due episodi di tentata estorsione e l’esclusione dell’aggravante mafiosa.
Tuttavia, i pubblici ministeri Elena Guarino e Carlo Rinaldi hanno espresso parere negativo su tali richieste, ritenendo non condivisibile la ricostruzione dei fatti proposta dalle difese e la conseguente riduzione delle pene.
Le altre posizioni e il rinvio a marzo
Mentre alcuni imputati come Antonio Cosentino e Vincenzo De Cesare hanno optato per il rito abbreviato, l’ex sindaco Franco Alfieri e l’ex addetto al cimitero Michele Pecora non hanno richiesto riti alternativi, desiderosi di vedersi scagionati da ogni accusa.
Il giudice per l’udienza preliminare, Brigida Cavasino, ha aggiornato il procedimento al prossimo 19 marzo alle ore 12:00. In quella data il tribunale si pronuncerà sulle richieste di rito abbreviato e sulle istanze di patteggiamento, oltre a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio per gli altri soggetti coinvolti.