Il Carnevale rappresenta storicamente il trionfo di una liberazione temporanea dalle verità dominanti. Questa ricorrenza segna l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù sociali. Si tratta di un’eredità che affonda le radici nei Saturnali romani, durante i quali gli schiavi venivano serviti dai propri padroni in un ribaltamento totale dei ruoli. Il Carnevale si configura come l’autentica festa del tempo e del divenire, celebrando gli avvicendamenti e il rinnovamento costante. È una celebrazione che si oppone a ogni forma di perpetuazione o carattere definitivo, volgendo lo sguardo verso un avvenire ancora incompiuto.
La teatralità della tavola del martedì grasso
In questo contesto di libertà, la tavola del martedì grasso non è mai un luogo silenzioso, ma un vero e proprio palcoscenico. I colori dei piatti si accendono come coriandoli e i profumi dell’olio bollente anticipano il momento della condivisione, dove le formalità lasciano spazio alla spontaneità. La gastronomia carnascialesca è caratterizzata da una mancanza di rigidità: è un’esperienza fatta per essere condivisa, imperfetta e generosa, dove la bellezza risiede nell’euforia del momento piuttosto che nell’ordine formale.
I piatti della tradizione salata e i sapori intensi
Il percorso gastronomico inizia con il salato, dominato dalla presenza della lasagna. Questo piatto si presenta con strati ricchi di pasta, ragù avvolgente, ricotta setosa, salame e mozzarella filante. Accanto alla lasagna, protagoniste sono le polpette di maiale, succose e compatte, aromatizzate con pepe nero, aglio, pecorino e prezzemolo. Non mancano le braciole, preferibilmente di cotica, arrotolate e cotte lentamente nel ragù fino a sciogliersi al palato. La selezione dei salumi completa l’offerta con fette di soppressata, capocollo marezzato, noglie, pezzentelle e pancetta.
Il rito dei dolci e l’euforia della frittura
Terminata la fase del ragù, la tavola cambia ritmo con i dolci. Le chiacchiere, nastri leggeri e croccanti, vengono immerse in ciotole di crema al cioccolato fondente, crema pasticciera al limone o salsa alla vaniglia. Seguono le castagnole, dal cuore liquoroso, e le zeppole di patate fragranti. La varietà è completata da calzoncelli di castagne, migliaccio dolce, bignole, biscotti quaresimali e crespelle calde irrorate di miele e granella di nocciole. L’odore di frittura si mescola a quello degli agrumi e della vaniglia, rievocando atmosfere d’infanzia e un senso di gioia pura.