Il centro recupero rapaci di Sessa Cilento, originariamente di proprietà del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha rappresentato per anni un presidio fondamentale per la fauna selvatica del territorio. La struttura – unica sul territorio – operava attraverso un protocollo rigoroso che prevedeva l’osservazione, la cura e la successiva riabilitazione degli esemplari ospitati.
Prima di procedere al reinserimento nel loro habitat naturale, i rapaci venivano sottoposti a una serie di verifiche tecniche imprescindibili. Il personale specializzato monitorava costantemente il peso, lo stato del piumaggio e, soprattutto, la capacità di cacciare in autonomia. Questi controlli erano necessari per garantire la sopravvivenza degli animali una volta tornati in libertà. Oltre alla funzione riabilitativa, la struttura fungeva da ricovero stabile per quegli esemplari che, a causa di lesioni permanenti, non potevano più essere reimmessi in natura.
Dalla cessazione delle attività allo stato di abbandono
Nonostante l’efficienza dimostrata in passato, con il trascorrere del tempo l’attività del centro è cessata. Quello che un tempo era un punto di riferimento per la biodiversità è oggi diventato un simbolo di degrado e abbandono. Una prima speranza di rilancio si era accesa nel 2019, quando l’Ente Parco inserì la struttura nell’elenco dei beni da trasferire ai comuni. Tuttavia, tale passaggio non aveva prodotto, almeno fino ad oggi, i cambiamenti sperati, lasciando l’immobile in uno stato di inattività.
L’avviso pubblico per la valorizzazione dell’immobile
Una svolta significativa giunge ora dall’amministrazione comunale, che ha ufficialmente pubblicato un avviso per la concessione in uso gratuito dell’ex Centro Recupero Rapaci. La decisione, formalizzata con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 12 del 10/02/2026, mira a trasformare l’area in uno spazio destinato a finalità culturali, educative, ambientali e turistiche.
L’obiettivo dell’ente è quello di affidare l’immobile a soggetti quali istituzioni, associazioni o enti del Terzo Settore che possano garantire attività di interesse pubblico. All’interno del documento si legge che il Comune “intende valorizzare l’immobile mediante affidamento a soggetti che svolgano attività di interesse pubblico in ambito ambientale, naturalistico, educativo e culturale, garantendo la fruizione dell’immobile da parte della collettività”.
Modalità di partecipazione e termini di scadenza
Il procedimento ha natura esplorativa e serve a raccogliere manifestazioni di interesse che non costituiscono, al momento, un’offerta contrattuale. L’Amministrazione ha precisato che “si riserva la facoltà di non procedere all’affidamento qualora nessuna proposta risulti idonea” o, al contrario, di procedere anche in presenza di un’unica candidatura valida.
Le realtà interessate dovranno far pervenire le proprie istanze entro il 18 marzo 2026, ovvero trenta giorni dopo la pubblicazione dell’avviso all’Albo Pretorio. Le domande possono essere inviate tramite PEC all’indirizzo istituzionale del Comune oppure consegnate a mano presso l’Ufficio Protocollo. La documentazione dovrà riportare chiaramente l’oggetto: “Manifestazione di interesse per concessione ex Centro Recupero Rapaci”.