73 anni fa nasceva Massimo Troisi: la sua storia si intreccia con il Cilento

Scritto il 19/02/2026
da Redazione Infocilento

Il cinema italiano celebra oggi la nascita di uno dei suoi figli più amati: Massimo Troisi. Oltre a essere un’icona della cultura nazionale, il suo nome resta profondamente legato alla Campania: non solo alla sua terra natia, San Giorgio a Cremano e Napoli, ma anche alla città di Sapri, dove la sua storia personale si è intrecciata con quella di un uomo diventato il suo riflesso sullo schermo.

L’incontro a Sapri e il capolavoro de Il Postino

Le memorie più intense risalgono al 1994, durante la lavorazione de Il Postino, il film diretto da Michael Radford che sarebbe diventato il testamento artistico di Troisi. Per affrontare le riprese più faticose, specialmente quelle in sella all’iconica bicicletta del protagonista, la produzione scelse come controfigura il saprese Gerardo Ferrara.

La straordinaria somiglianza fisica tra i due fu solo l’inizio: tra Massimo e Gerardo nacque un’amicizia sincera e profonda. Quel periodo fu segnato dalla dedizione assoluta di Troisi, che scelse di portare a termine il film nonostante le fragili condizioni del suo cuore. Il destino lo portò via a Roma il 4 giugno 1994, a causa di uno scompenso alla valvola mitralica, pochi giorni prima dell’intervento chirurgico già programmato negli Stati Uniti.

Dalla Smorfia al successo internazionale

Figlio di un macchinista ferroviere e di una casalinga, Troisi iniziò il suo percorso artistico nel teatro. Dopo l’esperienza con il gruppo I Saraceni, raggiunse la popolarità televisiva con il celebre trio “La Smorfia”, insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro.

Il debutto alla regia avvenne nel 1981 con Ricomincio da tre, un trionfo di pubblico e critica che consolidò anche il sodalizio artistico con l’amico Pino Daniele, autore della colonna sonora. Gli anni ’80 segnarono la sua ascesa definitiva, culminando nel 1984 con il fenomeno di incassi Non ci resta che piangere, realizzato in coppia con Roberto Benigni.

Un’eredità che vive nel territorio

Il legame tra l’attore e questa terra è testimoniato da numerosi omaggi permanenti, anche nel comprensorio del Cilento e Vallo di Diano. A Casalbuono l’auditorium comunale porta il suo nome e ospita una rassegna di teatro amatoriale a lui dedicata. Anche ad Agropoli, nella zona di Moio Alto, una strada celebra la memoria dell’attore, a conferma di un affetto che il tempo non ha scalfito.

Massimo Troisi non è stato solo un attore, ma un poeta della quotidianità che ha saputo raccontare l’anima di un popolo, lasciando una traccia indelebile nei luoghi che hanno avuto il privilegio di ospitare il suo talento e la sua umanità.