Cilento, fallimento Yele: “siamo abbandonati a noi stessi”

Scritto il 19/02/2026
da Chiara Esposito

A lanciare l'appello sono gli ex dipendenti della Yele S.p.A., la società partecipata che si occupava della gestione dei rifiuti nel Cilento e poi finita in fallimento

Una vicenda iniziata nel 2018 e tornata oggi sotto i riflettori dopo l’appello rivolto direttamente alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A lanciarlo sono gli ex dipendenti della Yele S.p.A., la società partecipata che si occupava della gestione dei rifiuti nel Cilento e poi finita in fallimento.

“Abbandonati a noi stessi”

Tra loro c’è Maria Maiuri, portavoce in tutti questi anni delle numerose famiglie che ancora attendono risposte relativamente ai loro compensi, mai versati. “Il problema è che a essere inadempienti sono i Comuni. Ma non da un anno: erano inadempienti nei confronti del Consorzio, poi del sistema Consorzio–Yele, e oggi non si riesce a recuperare il patrimonio della società perché ci sono contenziosi in corso da tanto, troppo tempo”, spiega Maria.

Da qui la decisione di scrivere al Presidente del Tribunale vallese per cercare di accelerare i procedimenti finalizzati all’accertamento dell’esatto debito dei Comuni nei confronti della Yele S.p.A., nonché verso il Consorzio. Le istanze sono state rivolte anche alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla Regione Campania. Il presidente Fico è a conoscenza dei fatti, così come lo sono il nuovo presidente della Commissione Bilancio, Corrado Matera, e l’assessore all’Ambiente Pecoraro.

Un nodo irrisolto

La vicenda Yele rappresenta uno dei nodi irrisolti legati alle società partecipate e alle loro crisi finanziarie. “Ci sentiamo lasciati soli”, racconta Maiuri. “Abbiamo bussato a tante porte in questi anni, ma senza risposte definitive”. Le speranze, ammette, sono poche, ma gli ex dipendenti continueranno a lottare per i loro diritti.