Erosione Cilento, il Codacons accusa: “13 milioni di euro spesi e spiagge sparite, ora i responsabili paghino”

Scritto il 24/02/2026
da Ernesto Rocco

Mareggiate e danni nel Golfo di Velia: il Codacons Cilento denuncia il fallimento degli interventi costieri e chiede chiarezza sui 13 milioni di euro investiti

Le recenti e violente mareggiate che hanno sferzato la costa cilentana hanno riacceso i riflettori su una ferita mai rimarginata: l’erosione costiera. Da Casal Velino ad Ascea, fino a Sapri, la furia delle onde ha invaso le sedi stradali, costringendo alla chiusura di arterie vitali e infliggendo colpi durissimi alle infrastrutture balneari. Non si tratta più di eventi meteorologici isolati, ma di una vera e propria emergenza ambientale e sociale che mette a nudo la fragilità estrema di un territorio ormai allo stremo.

Il paesaggio, risorsa primaria dell’economia locale, appare profondamente deturpato. Tratti di spiaggia sono letteralmente scomparsi, sostituiti da cedimenti strutturali che minacciano direttamente la filiera turistica. Il grido d’allarme che si leva dal comprensorio è unanime: cittadini e imprenditori si sentono abbandonati di fronte a un fenomeno progressivo che sta divorando, anno dopo anno, il futuro del Golfo di Velia.

Fondi pubblici e opere incompiute: il paradosso del Golfo di Velia

Al centro della polemica non c’è solo la forza della natura, ma una gestione delle risorse pubbliche che solleva pesanti interrogativi. In passato erano stati annunciati piani imponenti di riqualificazione, tra barriere frangiflutti e interventi di ripascimento, finanziati con decine di milioni di euro. Eppure, nonostante gli stanziamenti, la difesa del suolo sembra essere rimasta ferma al palo, mentre il mare prosegue la sua avanzata indisturbato.

Il Codacons Cilento ha deciso di intervenire con fermezza sulla questione, chiedendo trasparenza sulla gestione dei capitali impiegati. L’avvocato Bartolomeo Lanzara ha lanciato un atto d’accusa formale per fare luce su quello che appare come un fallimento tecnico e amministrativo di proporzioni vaste, chiedendo conto delle opere che avrebbero dovuto proteggere la costa e che, di fatto, non hanno prodotto i risultati sperati.

La denuncia del Codacons: si faccia chiarezza sui 13 milioni di euro

La posizione dell’associazione dei consumatori è netta e mira a individuare le responsabilità ai vari livelli istituzionali e tecnici. La domanda che la comunità pone con forza riguarda l’efficacia delle strategie messe in campo finora.

“Perché i circa 13 milioni di euro già spesi nel Golfo di Velia in questi anni non hanno prodotto alcun risultato concreto? Perché non è stato creato un piano di difesa costiera realmente efficace e duraturo? Perché si continua a parlare di convegni, annunci e progetti senza realizzare opere capaci di proteggere cittadini, imprese e il litorale?”, dichiara l’avvocato Bartolomeo Lanzara a nome del Codacons Cilento.

Secondo l’associazione, è necessario un cambio di passo immediato che interrompa la catena degli annunci plateali a cui non seguono fatti tangibili. “Basta con il gioco delle tre carte attorno alla salvaguardia della costa: il territorio non può più essere oggetto di annunci plateali mentre il mare continua a divorare le spiagge, i beni e i sogni di un’intera comunità”.

Richiesta di trasparenza e responsabilità verso le istituzioni

La delusione di cittadini e operatori turistici scaturisce da un danno economico reale che cresce con ogni nuova mareggiata. La richiesta che giunge dal territorio è quella di un’assunzione di responsabilità da parte degli enti competenti, dei progettisti e della classe politica locale e regionale. Prima di procedere con nuovi stanziamenti, la comunità esige di comprendere quali errori siano stati commessi e perché i fondi già investiti non abbiano arginato la criticità strutturale del litorale.

La protezione del Cilento non può più attendere i tempi della burocrazia o la stagione dei convegni. Serve un’analisi tecnica rigorosa che spieghi il fallimento dei precedenti interventi e proponga soluzioni durature per mettere in sicurezza un patrimonio naturale ed economico che rischia la cancellazione definitiva.