Grazie ad un protocollo d’intesa con l’ASL Salerno nascerà presto ad Agropoli l’Ambulatorio Virtuale di Comunità, un nuovo servizio che garantisce ai cittadini l’accesso a prestazioni mediche a distanza.
La televisita: un progetto innovativo
La televisita costituisce un progetto innovativo di telemedicina di prossimità, finalizzato a portare le cure specialistiche più vicine ai cittadini, con particolare attenzione a persone anziane, fragili o residenti in aree periferiche.
L’Ambulatorio Virtuale di Comunità è uno spazio fisico attrezzato, dove i cittadini possono accedere a visite mediche specialistiche in modalità di televisita, senza dover raggiungere ospedali o distretti sanitari, rappresentando un ponte tra sanità digitale e comunità locale, attraverso l’utilizzo della tecnologia per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, soprattutto a beneficio di coloro che hanno difficoltà negli spostamenti o che non possiedono adeguate competenze digitali.
Gli impegni del Comune
Il Comune metterà a disposizione uno spazio di circa 10–20 m2, allestito come ambulatorio con postazione riservata, connessione internet stabile e arredi essenziali (scrivania, sedia ergonomica, poltrona per il paziente, computer adeguato per svolgimento televisita etc.).
L’Ente si impegnerà, inoltre, a garantire la presenza di personale per supportare gli utenti nell’utilizzo della piattaforma di televisita, e nel promuovere il servizio di televisita tra i cittadini, attraverso i propri canali di comunicazione (sito web, bacheche, ecc.).
Gli impegni dell’ASL Salerno
L’ASL Salerno, invece, si impegnerà a: mettere a disposizione – da remoto – il personale medico qualificato per lo svolgimento delle televisite; utilizzare una piattaforma di televisita sicura e conforme alla normativa sulla protezione dei dati personali; garantire la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate attraverso la televisita; formare il personale individuato dall’Ente Comune sul corretto utilizzo della piattaforma e sulle procedure da seguire per la gestione delle televisite; a monitorare e valutare l’efficacia del servizio di televisita.
La polemica politica
Sul caso non sono mancate polemiche: «La telemedicina è uno strumento utile se integra un sistema forte. Ma in un territorio con presidio ospedaliero attivo e una battaglia per il Pronto Soccorso, non possiamo accontentarci di una stanza con un computer. Agropoli merita un rafforzamento strutturale, non una soluzione riduttiva», a dirlo il consigliere di minoranza Massimo La Porta.
«Agropoli è una città dotata di un presidio ospedaliero ed è al centro di una battaglia istituzionale seria per il potenziamento dei servizi sanitari e per la riapertura del Pronto Soccorso. In questo contesto, la scelta dell’Amministrazione Comunale di Agropoli di attivare una postazione per televisite in un locale comunale esterno all’ospedale appare una soluzione frammentata e riduttiva, non una strategia di rafforzamento strutturale – aggiunge – Il rischio è evidente: trasformare uno strumento utile come la telemedicina in un surrogato dei servizi sanitari in presenza. In una fase storica segnata da una grave carenza di medici, la risposta non può essere quella di sostituire la presenza sanitaria con una connessione internet. La telemedicina deve integrare un sistema solido, non compensarne le debolezze».
E conclude: «Il segnale politico che si trasmette è preoccupante: mentre si proclama il rilancio dell’ospedale, si adottano scelte che rischiano di abbassare il livello delle rivendicazioni territoriali e di normalizzare servizi “alleggeriti” come alternativa strutturale».
Ancora più duro il commento di Gisella Botticchio, a capo del comitato che si batte per l’ospedale civile: «Sindaco dopo aver visionato questa delibera mi vergogno io per lei. Ad Agropoli siamo disperati! Anche quello avevate tolto».