Il Comune di Stio, guidato dal sindaco Giancarlo Trotta, ha deciso di intitolare il largo antistante l’ingresso del palazzo Lettieri, in Località “Fontana”, sita in Gorga di Stio, al “medico dei poveri” San Giuseppe Moscati. La deliberazione della Giunta sarà ora trasmessa alla Prefettura di Salerno per la relativa autorizzazione del Prefetto.
Il legame con la comunità locale
L’Amministrazione comunale intende conferire un segno di alto riconoscimento alla memoria del santo medico San Giuseppe Moscati, il quale con la sua opera ed il suo esempio ha profondamente arricchito e segnato la comunità locale. Numerose infatti sono le testimonianze e i documenti che attestano la presenza ed il legame del medico-santo dei poveri G. Moscati nel territorio del Cilento e in particolare con la comunità di Gorga. Negli anni Venti del 1900, iniziò con Raffaele Lettieri di Gorga, un ‘accentuata frequentazione umana e professionale che presto si trasformò in vera e propria amicizia, e quindi, lo scambio di esperienze culturali e di metodiche curative delle malattie ne discendeva in modo naturale.
Il Lettieri – già sindaco di Stio, Deputato della Repubblica nel Partito Democratico cristiano, Colonnello medico durante il primo conflitto mondiale, Direttore della cattedra di Chirurgia del policlinico universitario, Direttore dell’Ospedale della Croce Rossa, fondatore di una clinica a Napoli, una a Salerno, un’ altra a Vallo della Lucania, dove fu chiamato alla direzione del locale ospedale subito dopo l’apertura – chiese al professore di seguirlo nelle periodiche visite settimanali alla struttura da lui stesso realizzata a Vallo della Lucania, l’unica funzionante a quel tempo nella cittadina. In questi spostamenti, il futuro S. Giuseppe Moscati era ospite del Lettieri nel suo palazzo sito in Gorga. La fama del santo medico non impiegò molto a diffondersi e i primi a sperimentarne le virtù furono i cittadini di Gorga e quelli di Vallo della Lucania.
Chi era San Giuseppe Moscati
Il Prof. Giuseppe Moscati, ancora oggi conosciuto come il “medico dei poveri”, era nato a Benevento il 25 luglio 1890, settimo di nove figli, da Francesco Moscati, magistrato, e Rosa de Luca, si trasferì a Napoli insieme al padre, all’età di quattro anni. Frequentò le scuole in questa città e, nel 1897 iniziò gli studi universitari presso la facoltà di Medicina di Napoli, dove conseguì la Laurea in medicina nell’agosto del 1903. Fin da subito iniziò la sua attività di medico all’insegna della piena disponibilità nei confronti delle persone che si rivolgevano a lui, e non solo per problemi di salute.
Si dedicò anche all’attività di ricerca, trovando nuove modalità di cura, tali da fargli riconoscere la libera docenza, riconoscimento che non influì per niente sul suo impegno a favore dei più poveri. Si guadagnò così l’appellativo di “medico dei poveri” e così indicato da tutti. Dopo una vita spesa a loro favore e contrassegnata da una fede cristiana profonda e sincera, fu prematuramente colto dalla morte per infarto a poco meno di quarant’anni. Le sue spoglie vennero sepolte nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli. Morto in concetto di santità, i Gesuiti, responsabili della nota chiesa napoletana, iniziarono la causa di beatificazione che si concluse con il riconoscimento di Beato ad opera del papa Paolo VI, il 16 novembre 1975. Era l’ultima fase da percorrere prima della definitiva elevazione agli alteri con la solenne proclamazione di Santo ad opera di San Giovanni Paolo II, Pontefice del tempo, il 16 novembre 1975.