Agropoli Cilento Servizi, Pesce all’attacco: “Assunzioni positive, ma pesano ombre elettorali e mancanza di trasparenza”

Scritto il 07/03/2026
da Ernesto Rocco

Il consigliere Raffaele Pesce interviene sulle stabilizzazioni alla Agropoli Cilento Servizi, denunciando un "difetto di democrazia" e rivendicando la propria indipendenza politica

Il tema della gestione delle partecipate comunali torna al centro del dibattito politico ad Agropoli dopo l’annuncio di stabilizzazioni e assunzioni presso l’azienda Agropoli Cilento Servizi, un provvedimento che, pur garantendo sicurezza contrattuale a numerosi lavoratori, solleva dubbi sulla trasparenza e sulle tempistiche politiche secondo l’opposizione.

Il confine tra stabilità lavorativa e propaganda elettorale

Le procedure di regolarizzazione dei precari rappresentano un traguardo per gli operai e gli impiegati coinvolti, ma per il consigliere di minoranza Raffaele Pesce l’operazione nasconderebbe un retrogusto pre-elettorale. L’esponente del gruppo Liberi e Forti mette in guardia dal rischio che l’azienda diventi uno strumento di consenso, richiamando dinamiche già osservate in passato.

Secondo Pesce, la gestione della municipalizzata sembra seguire un binario parallelo a quello della comunicazione dell’amministrazione comunale: “Oggi si ricomincia ufficialmente. Non basta la propaganda del sindaco e della ‘disamministrazione’ comunale, pagata con stipendi pubblici”.

La richiesta di rappresentanza e il “difetto di democrazia”

Un punto cardine della polemica del consigliere Pesce riguarda la governance della Agropoli Cilento Servizi. Già nell’ottobre scorso, era stata presentata in Consiglio Comunale una mozione volta a garantire che uno dei tre membri del Consiglio di Amministrazione fosse espressione della minoranza. L’obiettivo era assicurare una funzione di vigilanza e rispetto delle regole democratiche all’interno dell’organo decisionale della società.

Tuttavia, la proposta è stata respinta, innescando una riflessione sulla salute del confronto democratico locale. “Se manca il rispetto che l’ordinamento repubblicano democratico riserva al precipuo ruolo della minoranza, e non la si pone nella possibilità di svolgere il proprio compito attraverso le specifiche prerogative previste dalla legge, c’è un vero e proprio difetto di democrazia”, sottolinea il consigliere, precisando che, sebbene non si tratti di un obbligo di legge, sarebbe stata una scelta di opportunità politica fondamentale.

Etica e indipendenza nell’attività politica

L’affondo finale riguarda la trasparenza e l’indipendenza di chi siede tra i banchi del Consiglio. Raffaele Pesce rivendica con forza la propria libertà d’azione, ponendola in contrasto con un sistema che, a suo dire, appare troppo spesso intrecciato a interessi personali o clientelari.

“Non avere parenti, affini, clienti, sodali, assunti nel Comune, passando magari per l’Unione, nell’azienda Agropoli Cilento Servizi, nelle cooperative che erogano servizi, mi rende libero al punto tale di poter lavorare unicamente per Agropoli, per l’interesse generale e non per il particolare”, dichiara apertamente il consigliere.