Palermo ricorda Joe Petrosino: a 117 anni dall’omicidio omaggio al poliziotto di Padula simbolo della lotta alla mafia

Scritto il 09/03/2026
da Erminio Cioffi

Un ricco programma di iniziative per Joe Petrosino, l'investigatore italoamericano ucciso il 12 marzo 1909

A più di un secolo dalla sua morte, la memoria di Joe Petrosino continua a unire Italia e Stati Uniti. Palermo e diversi centri della provincia ospiteranno dall’11 al 13 marzo 2026 una serie di iniziative dedicate al 117° anniversario dell’assassinio del celebre investigatore italoamericano, ucciso dalla mafia il 12 marzo 1909.

La cerimonia

Le commemorazioni, organizzate con la collaborazione dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS con sede a Padula, città natale dell’investigatore, coinvolgeranno istituzioni, studenti e cittadini attraverso incontri, momenti di riflessione e appuntamenti culturali per ricordare una delle figure più emblematiche nella storia della lotta alla criminalità organizzata.

Il programma prenderà il via mercoledì 11 marzo a Bagheria, dove alle 10 si terrà un incontro con gli studenti presso il liceo ginnasio statale “Francesco Scaduto”.

Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno a Palermo. Alle 17, nella Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere (La Magione), verrà celebrata una messa in suffragio del poliziotto.
La giornata centrale sarà giovedì 12 marzo, anniversario dell’omicidio. Alle 10.30 in Piazza Marina, luogo in cui Petrosino fu assassinato, è prevista la cerimonia ufficiale con la presenza di autorità civili e militari. In serata, alle 18, in via Fileti sarà inaugurata la sezione palermitana dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino.
Le iniziative si concluderanno venerdì 13 marzo a Palazzo Adriano con una giornata di studio organizzata nel municipio del paese, dedicata alla figura dell’investigatore e al suo contributo nella storia delle indagini contro la criminalità organizzata.

Chi era Joe Petrosino

Nato a Padula nel 1860 con il nome di Giuseppe Petrosino, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti nel 1873 stabilendosi a New York, nel quartiere di Little Italy. Dopo diversi lavori umili riuscì a entrare nel 1883 nel dipartimento di polizia della città, diventando uno dei primi agenti di origine italiana. La sua conoscenza della lingua e dei dialetti gli consentì di operare con efficacia all’interno della comunità degli immigrati, spesso bersaglio delle attività della cosiddetta Mano Nera, una rete criminale che praticava estorsioni e intimidazioni.
Con il passare degli anni Petrosino divenne uno dei principali investigatori impegnati nel contrasto a queste organizzazioni, arrivando a guidare una squadra composta da agenti italoamericani.

Nel 1909 fu inviato in missione riservata in Sicilia per raccogliere informazioni sui precedenti penali di alcuni criminali emigrati negli Stati Uniti, con l’obiettivo di favorirne l’espulsione. La sera del 12 marzo, mentre si trovava in piazza Marina a Palermo, venne raggiunto da colpi di pistola e ucciso.

La sua morte suscitò grande emozione sia in Italia sia negli Stati Uniti e divenne uno dei primi simboli della lotta internazionale contro le mafie. Ancora oggi la figura di Petrosino viene ricordata come quella di un investigatore coraggioso che cercò di difendere la comunità degli emigrati italiani e di contrastare le organizzazioni criminali tra due continenti.