Il Tribunale di Salerno ha formalizzato il rinvio a giudizio per Natale Carotenuto e Sofia Strafella, entrambi ex vertici della Polizia Municipale di Capaccio Paestum. La decisione è stata assunta dal gup Annamaria Ferraiolo lo scorso 26 febbraio, accogliendo integralmente la richiesta della Procura di Salerno. Al centro dell’inchiesta giudiziaria vi è un presunto sistema di annullamento illecito di verbali stradali che avrebbe favorito esponenti della politica locale e membri dello stesso corpo di vigilanza. Il Comune di Capaccio Paestum si è costituito parte civile nel procedimento, venendo riconosciuto dai magistrati come parte offesa dai reati contestati.
Le accuse: dal falso ideologico alla frode informatica
Il quadro probatorio delineato dagli inquirenti delinea condotte gravi e reiterate. Ai due ufficiali vengono contestati i reati di falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale, accesso abusivo a sistema telematico e frode informatica. Secondo l’impianto accusatorio, Carotenuto e Strafella avrebbero agito abusando dei poteri legati alla loro funzione, manipolando i database pubblici per cancellare sanzioni che, al contrario, risultavano correttamente accertate.
Tali azioni sarebbero state compiute in concorso con i singoli automobilisti, indicati dalla Procura come istigatori e beneficiari diretti dei provvedimenti di favore.
Beneficiari eccellenti e danni all’erario
Le indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Eboli, hanno passato al setaccio le sanzioni elevate tra il 2019 e il 2022. Tra i destinatari dei provvedimenti di annullamento figurano nomi di spicco dell’amministrazione locale, tra cui l’ex sindaco Franco Alfieri, oltre a ex assessori, consiglieri comunali e agenti del Comando stesso. Nello specifico, all’ex maggiore Natale Carotenuto, oggi in pensione, viene contestato l’annullamento di 19 verbali per un valore di circa 3.100 euro. Posizione più onerosa per il capitano Sofia Strafella, accusata di aver agito su 68 verbali, determinando un mancato introito di 7.275 euro per le casse comunali.
Prove video e irregolarità negli atti di autotutela
Un elemento cardine dell’inchiesta riguarda la presunta infondatezza tecnica degli atti di annullamento firmati dai comandanti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti della Guardia di Finanza, i provvedimenti di autotutela risulterebbero privi di base giuridica, in quanto “smentiti dalla presenza di fotogrammi a riscontro delle violazioni contestate”.
La prova fotografica dell’infrazione renderebbe dunque ingiustificabile la cancellazione delle multe, configurando un danno economico diretto per l’ente civico. La prima udienza del processo è fissata tra due mesi, quando i due ufficiali dovranno rispondere delle accuse davanti ai giudici del Tribunale di Salerno.