Rifiuti speciali a Pontecagnano: il sindaco Lanzara replica a Borrelli e chiarisce l’iter di bonifica

Scritto il 13/03/2026
da Redazione Infocilento

Il sindaco di Pontecagnano, Giuseppe Lanzara, risponde alla denuncia di Francesco Emilio Borrelli sui rifiuti speciali: ecco il cronoprogramma degli interventi

Il tema della tutela ambientale torna al centro del dibattito politico a Pontecagnano Faiano, in seguito alla denuncia del deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Il parlamentare ha segnalato la presenza di un rimorchio carico di rifiuti speciali in un’area di confine con il comune di Salerno (leggi qui), sollevando dubbi sulla tempestività degli interventi da parte delle autorità locali.

La risposta del primo cittadino, Giuseppe Lanzara, non si è fatta attendere. Attraverso una nota dettagliata, il sindaco ha ricostruito cronologicamente le azioni intraprese dall’amministrazione, smentendo categoricamente l’ipotesi di una presunta inerzia e ribadendo la complessità delle procedure necessarie per contrastare l’abbandono illecito.

Cronistoria di un intervento: dal sequestro alla caratterizzazione

Secondo quanto documentato dall’amministrazione, l’iter per la risoluzione del problema è iniziato nell’ottobre 2025, ben prima della denuncia pubblica del deputato. In quel periodo sono stati attivati i protocolli di rito: presentazione della denuncia alla Procura della Repubblica, coinvolgimento dell’ARPAC, sequestro del rimorchio e delimitazione dell’area interessata.

Il percorso burocratico e giudiziario è proseguito nel gennaio 2026 con il decreto di archiviazione, confisca e distruzione dei rifiuti, seguito dal dissequestro dell’area. A marzo 2026, le autorità hanno effettuato il sopralluogo per la caratterizzazione e quantificazione del materiale, un passaggio tecnico obbligatorio per procedere alla rimozione sicura. Il sindaco ha tenuto a precisare che tale operazione era già stata concordata in data antecedente alla diffusione del video di Borrelli.

La difesa dell’operato comunale e l’appello al Governo

Lanzara ha rivendicato con fermezza il lavoro svolto dagli uffici tecnici e dalla Polizia Municipale, sottolineando come la gestione dei rifiuti speciali richieda rigore e rispetto dei tempi legali. “Quello della tutela ambientale è un tema che questa amministrazione segue dall’inizio del suo mandato. Amministrare significa anche contrastare ogni giorno fenomeni come l’abbandono illecito di rifiuti che rappresentano un reato serio e che può avere ripercussioni sul piano della salute, del decoro urbano e anche economico”, ha dichiarato il primo cittadino.

In merito alle tempistiche, il sindaco ha ribadito: “È importante chiarire che sulla vicenda non c’è stata alcuna inerzia da parte del Comune. Al contrario, sono state attivate tutte le procedure necessarie“. Il sindaco ha poi rivolto un ringraziamento ai collaboratori e alle forze dell’ordine per la dedizione mostrata, invitando la cittadinanza a mantenere la calma: “Invito infine la popolazione a non cedere agli allarmismi, ma a considerare l’impegno costante degli enti preposti per arrivare alla piena risoluzione del problema”.

La necessità di una riforma normativa contro la burocrazia

L’episodio è diventato l’occasione per sollevare una questione di portata nazionale riguardante le difficoltà che i sindaci incontrano nella gestione delle emergenze ambientali. Lanzara ha infatti lanciato un monito diretto all’esecutivo centrale, chiedendo strumenti più agili per intervenire con prontezza.

“Lancio un appello al Governo nazionale: servono norme che velocizzino l’azione degli enti locali e che azzerino le lungaggini burocratiche che chi amministra è costretto ad affrontare, rallentando il lavoro amministrativo e la tutela immediata del territorio”, ha concluso il sindaco, assicurando che l’amministrazione continuerà a vigilare sulla litoranea fino alla definitiva bonifica del sito.

La posizione della Regione

“Piena operatività “, è stata garantita anche dal consigliere regionale all’ambiente Claudia Pecoraro.

“L’ARPAC già agli inizi del mese di novembre ha effettuato le prime verifiche tecniche sui materiali presenti, dalle quali è emerso che si tratterebbe di residui di lavorazione conciaria, quindi rifiuti speciali non classificati come pericolosi. Il procedimento penale, nell’ambito del quale è stato accertato che il rimorchio risultava rubato e dotato di targa clonata, si è successivamente concluso con l’archiviazione e con la disposizione della confisca dei rifiuti ai fini dello smaltimento e della restituzione del rimorchio al legittimo proprietario”, ha fatto sapere sottolineando di aver eseguito questa mattina un ulteriore sopralluogo.

Contemporaneamente l’ARPAC sta procedendo alla verifica tecnica sull’eventuale presenza di materiale radioattivo come da procedura.