Il panorama normativo legato allo sviluppo delle aree interne vive un momento di profonda tensione. Giovedì 19 marzo, alle ore 10:00, la sede ENBILAIF-UNCEM Campania di Salerno (via San Leonardo 161) ospiterà un vertice strategico tra i rappresentanti dei Comuni esclusi dalla recente classificazione allegata alla legge sulla montagna 131/25, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 febbraio.
Una strategia unitaria contro l’esclusione dai benefici
L’incontro, promosso dal presidente di UNCEM Campania Vincenzo Luciano insieme all’Ufficio di presidenza, mira a consolidare un fronte comune tra gli enti locali penalizzati. L’obiettivo dichiarato è quello di delineare una posizione unitaria e coordinata per contrastare gli effetti negativi derivanti dalla nuova mappatura, che di fatto preclude a numerosi territori l’accesso ai regimi agevolativi e ai finanziamenti previsti dalla normativa vigente.
La riunione si configura come un passaggio obbligato per trasformare il malcontento dei singoli municipi in un’azione politica e istituzionale organica, capace di interloquire con forza nei confronti dei livelli decisionali superiori.
Il sostegno regionale e l’ipotesi della mobilitazione nazionale
Il confronto di giovedì si muoverà nel solco tracciato dai precedenti dialoghi ministeriali e dalle deliberazioni assunte nell’ultimo consiglio regionale di UNCEM Campania, che ha visto la partecipazione corale dei presidenti delle Comunità Montane regionali. Secondo il vertice dell’associazione, la questione non può più restare circoscritta ai confini regionali, ma richiede una spinta propulsiva di carattere nazionale.
L’idea è quella di innescare una mobilitazione trasversale che coinvolga diverse identità territoriali del Paese, accomunate dal medesimo senso di esclusione. La finalità è rivendicare il valore delle realtà montane, chiedendo che le specificità di queste aree vengano riconosciute con equità e dignità.
Il monito di Vincenzo Luciano: tra unità e ricorsi amministrativi
Il presidente Vincenzo Luciano ha tracciato una linea netta sulla necessità di compattezza, non escludendo il ricorso alle vie legali qualora la via del dialogo non dovesse produrre i risultati sperati.
“Partiremo dall’esito degli incontri avuti a livello Ministeriale e Regionali, unitamente alle decisioni assunte nell’ultimo consiglio regionale di UNCEM Campania a cui hanno partecipato tutti i presidenti delle Comunità Montane campane. È fondamentale spostare la questione su un livello nazionale, con il sostegno già espresso dalla nostra Regione e da UNCEM. Ragionare su una mobilitazione che metta insieme diverse identità regionali per far sentire la voce delle nostre realtà montane che chiedono rispetto. Bisogna evitare divisioni, contrasti e soprattutto che nessuno venga lasciato indietro. Non escludo anche possibili azioni di ricorsi amministrativi per contrastare le decisioni assunte”.
L’appuntamento salernitano rappresenta dunque lo spartiacque per il futuro di molti borghi campani, determinati a non essere lasciati indietro in un processo di riforma che dovrebbe, al contrario, sostenerne il rilancio e la resilienza.