Si sono conclusi ieri (19 marzo 2026) gli incontri di formazione alla cultura della legalità ambientale organizzati dal Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate, con circa 70 alunni delle classi terze della Secondaria di I grado dell’IC Castellabate. Il progetto, giunto al quarto anno, è stato chiuso con una manifestazione che si è svolta a Santa Maria presso Villa Matarazzo. Vi sono intervenuti il tenente colonnello Marcello Russo, comandante del Reparto Parco dei Carabinieri Forestali, ed il maresciallo Giovanni Saviello, comandante del Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate.
Il progetto
Ad incuriosire i ragazzi sono state le varie attività proposte, ma anche una dimostrazione sul campo dell’unità cinofila antiveleno, con la ricerca e l’individuazione di bocconi avvelenati: protagonista “l’agente speciale” a quattro zampe Kuba, pastore tedesco di 3 anni, assieme al suo conduttore, l’appuntato scelto Federico Ferrara.
«Nell’equilibrio complesso dell’ecosistema ogni azione che compiamo produce effetti su quello che ci sta attorno – ha spiegato agli alunni il tenente colonnello Marcello Russo – La tutela dell’ambiente si fonda, quindi, sull’impegno di ciascuno. È importante che voi ragazzi cresciate con questa consapevolezza».
«Ringrazio i Carabinieri Forestali per il loro impegno nella formazione di una cultura della legalità ambientale – afferma la dirigente scolastica dell’IC Castellabate, Gina Amoriello – La loro è una preziosa alleanza con la scuola, che contribuisce a sensibilizzare i giovani alla tutela della biodiversità, del territorio e della fauna. Un confronto importante per accrescere la consapevolezza che anche i piccoli gesti quotidiani fanno la differenza».
Controllo del territorio e contrasto alla prevenzione dei reati
Una missione in piena regola, quella di cui sono stati investiti i ragazzi, che hanno riflettuto su legalità e giustizia e hanno potuto approfondire le attività svolte dai Carabinieri Forestali, tra cui tutela e controllo del territorio anche con l’utilizzo di droni e sistemi di sorveglianza, prevenzione e contrasto dei reati in danno degli animali.
A questo proposito l’utilizzo delle unità cinofile antiveleno si rivela importante, perché in grado di scongiurare o limitare le stragi a catena causate dall’utilizzo illegale del veleno, che mette a repentaglio la fauna, ma può costituire un pericolo anche per la salute umana. Grazie ad un addestramento mirato, infatti, i cani sono capaci di perlustrare grandi spazi in tempi ridotti, eseguendo sia ispezioni preventive per evitare gli avvelenamenti sia interventi successivi per bonificare le aree interessate.
L’obiettivo
Un percorso, quindi, non di semplice educazione ambientale, ma uno sprone al rispetto, attraverso la conoscenza delle leggi a tutela dell’ambiente e della natura, per contribuire ad alimentare quel senso di legalità che permette una convivenza sociale pacifica e civile, assicurando alle generazioni presenti e future di poter usufruire dei benefici apportati dagli ecosistemi, nell’ottica dello sviluppo sostenibile.