Il Cilento si conferma ancora una volta terreno fertile per la sperimentazione artistica contemporanea. A Moio della Civitella cresce l’attesa per l’installazione di “Anthea”, la nuova opera pubblica frutto della sinergia tra lo scultore Emanuele Stifano e la mosaicista Carla Passarelli. Il progetto, attualmente in fase di lavorazione, sarà svelato nell’estate 2026, segnando un nuovo capitolo nel percorso di valorizzazione culturale intrapreso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Gnarra.
Un omaggio simbolico al mondo femminile
Il nome dell’opera, derivante dal greco, porta con sé un significato profondo: “colei che fiorisce”. Anthea non è solo una scultura in bronzo arricchita da interventi musivi, ma un vero e proprio manifesto dedicato alla figura femminile. Attraverso un linguaggio che fonde sapientemente tradizione e avanguardia, l’opera celebra la bellezza, la vitalità e la capacità rigenerativa della donna, elevandola a simbolo di rinascita per l’intera comunità.
Il dialogo tra scultura e mosaico
Il cuore pulsante del progetto risiede nella fusione di due linguaggi tecnici distinti. La ricerca plastica di Stifano e l’intervento cromatico di Passarelli operano in una simbiosi perfetta: “la scultura genera lo spazio e il mosaico lo abita”. In questo processo condiviso, la materia bronzea diventa il luogo generativo in cui il mosaico si innesta come elemento vivo, capace di animare la forma attraverso un gioco organico di luce e volumi.
Dal successo di Bacco alla nuova evoluzione artistica
Il binomio Stifano-Passarelli ha già lasciato un segno indelebile sul territorio con l’opera “Bacco”, installata nel 2025 nella frazione Pellare. In quel caso, il mosaico aveva reso omaggio alla comunità venezuelana locale attraverso la raffigurazione dei trupiali. Con Anthea, questa ricerca evolve: se il Bacco invitava a superare le distinzioni di genere in un’ottica di armonia universale, la nuova opera si concentra sulla forza della composizione come punto di incontro tra l’oggetto artistico, lo spazio pubblico e la sensibilità dei cittadini.
Gli artisti: eccellenza e ricerca materica
Il progetto si avvale di due firme di rilievo nel panorama artistico attuale. Emanuele Stifano, scultore autodidatta noto per opere di forte impatto come la “Spigolatrice” di Sapri e il “San Bartolomeo” di Pellare, prosegue la sua indagine sulla tensione espressiva della materia. Al suo fianco, Carla Passarelli, formatasi all’Accademia di Belle Arti e specializzatasi a Ravenna, porta la sua visione del mosaico in chiave contemporanea, trasformando il tassello in un mezzo espressivo di straordinaria intensità.
L’Amministrazione Comunale mantiene per ora il riserbo sui dettagli visivi finali, alimentando il prestigio di un intervento che promette di proiettare l’identità di Moio della Civitella verso il futuro dell’arte pubblica.