La Capitaneria di Porto di Salerno ha inferto un colpo durissimo alla filiera del pescato irregolare con l’operazione regionale complessa denominata “S. Giuseppe 2026”. L’imponente schieramento di uomini e mezzi, coordinato lungo tutto il litorale della provincia salernitana, ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di prodotto ittico non conforme agli standard di sicurezza e tracciabilità.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di controlli serrati volti a tutelare la salute pubblica e a garantire la leale concorrenza tra gli operatori, proseguendo l’intensa attività già avviata nell’ultimo trimestre del 2025.
I numeri dell’offensiva: ispezioni, sanzioni e sequestri
Dall’inizio dell’anno, la Guardia Costiera ha eseguito circa 650 controlli complessivi, di cui 100 ispezioni mirate (18 delle quali effettuate direttamente in mare). Il bilancio dell’attività ispettiva è rilevante: sono state elevate 43 sanzioni amministrative per un importo totale di circa 71.228 euro.
Oltre alle sanzioni pecuniarie, le autorità hanno apposto i sigilli a 1.350 kg di pescato. Il prodotto è risultato privo di etichettatura, della documentazione necessaria ad attestarne la provenienza e della corretta registrazione nei sistemi HACCP delle imprese coinvolte. In mare, l’azione si è concentrata sul contrasto alle attrezzature non a norma: sono stati sequestrati 34 attrezzi da pesca, inclusi strumenti per la pesca a strascico che violavano le norme comunitarie sulla larghezza delle maglie e sulla segnalazione, mettendo a rischio le risorse marine.
Focus sulla sicurezza alimentare: il rischio Epatite A
L’attività si è ulteriormente intensificata tra il 13 e il 22 marzo, periodo in cui il servizio operativo della Capitaneria ha coordinato 350 controlli e 80 ispezioni, portando a sanzioni per 55.000 euro e al sequestro di oltre 1.000 kg di prodotto. La priorità assoluta è stata la verifica della tracciabilità, fondamentale per la trasparenza della filiera e la protezione del consumatore finale.
Particolare allarme ha destato la scoperta di una pratica illegale e pericolosa: il prelievo di acqua all’interno delle aree portuali per lo spurgo dei molluschi bivalvi. Tale abitudine espone i cittadini a gravi rischi sanitari a causa della potenziale contaminazione batterica delle acque portuali.
Inoltre, in risposta all’aumento dei casi di Epatite A registrati in Campania, la giornata di sabato 21 marzo è stata segnata dal sequestro di oltre 100 kg di mitili e frutti di mare. I prodotti erano esposti per la vendita senza corretta etichettatura o immersi in acqua in modo non conforme alle indicazioni delle autorità sanitarie.
Vigilanza continua sul territorio salernitano
Sotto il coordinamento del IV Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Napoli, la sorveglianza non si fermerà. La Guardia Costiera di Salerno assicura che le attività proseguiranno con controlli mirati sia sul litorale che nelle aree interne della provincia. L’obiettivo dichiarato resta quello di rafforzare la legalità e garantire elevati standard di sicurezza alimentare per tutti i consumatori.