Il clima politico a Sapri si surriscalda a causa di un episodio che tocca i temi della trasparenza amministrativa e del diritto di controllo degli eletti. Il consigliere comunale di opposizione, Emanuele Vita, ha denunciato pubblicamente l’impossibilità di accedere alla piattaforma del protocollo comunale, definendo l’accaduto come un fatto di inaudita gravità che lede le prerogative del suo mandato istituzionale.
La denuncia: accesso agli atti impedito
Secondo quanto riferito dal consigliere, il blocco delle credenziali o l’impedimento tecnico alla piattaforma non rappresenterebbe un semplice disservizio, ma una vera e propria limitazione all’esercizio delle sue funzioni. Vita sottolinea come la consultazione degli atti sia un pilastro della democrazia locale, necessario per monitorare l’attività dell’ente e garantire il corretto svolgimento dei processi amministrativi.
“Ritengo gravissimo quanto accaduto questa mattina. Mi è stato impedito l’accesso alla piattaforma del protocollo comunale, uno strumento fondamentale per conoscere ciò che accade all’interno del Comune e per svolgere il ruolo di controllo che spetta a un consigliere comunale”, ha dichiarato con fermezza l’esponente di minoranza.
Il diritto alla trasparenza e le priorità dell’ente
La critica di Vita si sposta poi sulla gestione delle priorità da parte dell’amministrazione o degli uffici preposti. In un contesto cittadino caratterizzato da diverse criticità da risolvere, il consigliere evidenzia il paradosso di un impegno profuso nel limitare l’accesso alle informazioni piuttosto che nel risolvere le problematiche collettive.
“Trovo ancora più grave che, in un momento in cui la città ha tante questioni e problemi concreti da affrontare, qualcuno abbia ritenuto opportuno dedicare tempo ed energie a limitare l’accesso agli atti a un consigliere comunale”, prosegue la nota. Il consigliere ribadisce inoltre che l’accesso ai documenti non è un favore concesso, ma un diritto sancito dalla legge.
Segnalazioni formali e possibili sviluppi legali
La vicenda sembra destinata a non chiudersi con una semplice protesta verbale. Il consigliere ha infatti sollevato un interrogativo inquietante sulla trasparenza generale dell’ente: “Se si arriva a impedire a un consigliere di vedere ciò che accade all’interno del Comune, viene naturale chiedersi cosa venga impedito di conoscere ai cittadini”.
In risposta a quella che considera una violazione dei propri diritti, Emanuele Vita ha già attivato le procedure di tutela previste. “Per questo ho già provveduto a segnalare formalmente quanto accaduto agli organi competenti e attendo un immediato ripristino dell’accesso. In mancanza di riscontro, proseguirò in tutte le sedi istituzionali competenti per tutelare il mio ruolo e il diritto dei cittadini alla trasparenza”.