Il territorio cilentano si mobilita in nome dei diritti umani e del diritto internazionale. Per la giornata di venerdì 3 aprile, alle ore 17, le associazioni Donne in Nero Cilento, Comitato Cilento-Palestina e Legambiente hanno indetto un presidio con flashmob davanti all’Hotel Ariston di Paestum. Al centro della protesta vi è la contestata presenza del generale israeliano Ofer Winter, figura controversa e attuale riservista dell’IDF, la cui permanenza nella città dei Templi ha innescato una forte ondata di indignazione tra i cittadini e le istituzioni locali.
Le accuse internazionali e il dissenso istituzionale
Ofer Winter, esponente della destra nazional-religiosa israeliana, è da tempo nel mirino di organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International. Su di lui gravano accuse pesanti legate a presunte responsabilità nella morte di civili palestinesi e al coinvolgimento in crimini di guerra nella Striscia di Gaza. La reazione del territorio non si è fatta attendere: il Comune di San Giovanni a Piro ha già assunto una posizione ufficiale netta, dichiarando formalmente il militare israeliano “persona non gradita”. La mobilitazione di venerdì punta dunque a ribadire che l’ospitalità del Cilento non può prescindere dal rispetto dei valori etici e civili.
Vigilanza alta sulla propaganda e i pacchetti turistici
Sebbene la partecipazione di Winter a una conferenza inizialmente prevista non sia stata confermata nelle ultime ore, le associazioni mantengono un profilo di massima allerta. La critica degli organizzatori colpisce non solo la singola figura del generale, ma l’intera operazione commerciale che prevede pacchetti-vacanza rivolti a militari e riservisti impegnati nel conflitto. I rappresentanti del comitato hanno dichiarato: “La vigilanza resta altissima. Non accettiamo che il nostro territorio diventi teatro di propaganda per chi nega i principi di pace e giustizia. Resta inoltre inaccettabile l’offerta di pacchetti turistici rivolti a militari attivi e riservisti impegnati in un conflitto che sta martoriando la popolazione civile”.
La lettera aperta: un appello all’umanità
In occasione della protesta, le sigle coinvolte hanno diffuso una lettera aperta dai toni decisi, rivolta direttamente agli ospiti del soggiorno. Nel documento si legge: “Siamo qui, donne e uomini di questo meraviglioso Cilento, per manifestare dissenso alla vostra presenza, non per la vostra religione, per la vostra lingua o cultura, ma perché vediamo in voi l’espressione di un governo omicida, violento e brutale. Venite qui per festeggiare la Pasqua, ma con quale animo, se le terre che abitate sono coperte di sangue e cadaveri?”. Il messaggio si conclude con un invito perentorio a opporsi alle logiche di guerra: “Siamo fermamente convinti che l’unico modo per fermare l’uccisione e liberarsi dalla trappola dell’odio sia RESTARE UMANI. Unite la vostra voce alla nostra per opporvi alla carneficina che il Governo israeliano, nel vostro nome, sta perpetuando”.
Un presidio per la trasparenza e il diritto internazionale
L’appuntamento di Paestum rappresenta un appello corale alla cittadinanza per chiedere chiarezza e trasparenza alle strutture ricettive e alle autorità preposte. Per gli attivisti, la natura del Cilento come terra di pace e accoglienza è incompatibile con la presenza di chi è accusato di calpestare il diritto internazionale. La richiesta è chiara: il territorio non deve diventare un luogo di legittimazione per chi è coinvolto in azioni belliche che ignorano la salvaguardia della vita umana.