Vanno in archivio le vacanze di Pasqua con un bilancio decisamente positivo per il salernitano. Eppure le previsioni della vigilia sembravano fornire numeri nettamente inferiori rispetto allo scorso anno; le prenotazioni last minute hanno però migliorato la situazione.
Bilancio positivo nel Cilento
L’affluenza ha interessato l’intero litorale, da Capaccio fino a Sapri, toccando punte significative in centri nevralgici come Agropoli, Acciaroli, Ascea, Palinuro e Marina di Camerota. Oltre alle spiagge, l’attenzione si è rivolta alla movida serale, particolarmente vibrante tra Capaccio Paestum, Agropoli, Ascea e Palinuro grazie a eventi che hanno coinvolto il pubblico più giovane. Parallelamente, non è mancato l’interesse per le aree archeologiche di Paestum e Velia. Anche i borghi dell’entroterra hanno vissuto una fase di rinascita, animati dal rientro dei residenti e da turisti alla ricerca di tranquillità e autenticità.
Il bilancio degli operatori e il ruolo della ricettività
La riapertura di numerose strutture, in particolare quelle a conduzione familiare, ha garantito una boccata d’ossigeno all’economia locale. Una prova d’estate superata, grazie anche al meteo favorevole, sebbene diverse strutture siano rimaste ancora chiuse. Complessivamente il tasso di occupazione è di circa il 65%; un dato che cresce se legato invece al settore della ristorazione, con gli agriturismi a farla da patrone.
Questi dati confermano che, sebbene Pasqua sia stata un successo in termini di affluenza giornaliera, la vera sfida per il Cilento sarà consolidare la permanenza media e attrarre flussi internazionali per una piena ripartenza del settore. Per farlo ci sarà da migliorare anche la mobilità, rimasta il tallone d’Achille del territorio.