La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi accoglie un ricorso relativo a due scali ferroviari del Cilento. Al centro della vicenda il caso di Christian Durso, un cittadino con disabilità che ha intrapreso una battaglia legale per ottenere trasparenza circa gli interventi di adeguamento previsti per le stazioni di Pisciotta e Centola, situate lungo la linea Battipaglia-Reggio Calabria.
L’origine del contenzioso e la richiesta di trasparenza
La vicenda ha inizio nell’ottobre del 2025, quando il ricorrente ha segnalato formalmente a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) l’inaccessibilità dei due scali ferroviari campani. Oltre alla diffida ad intervenire per eliminare le barriere architettoniche, Durso ha presentato un’istanza di accesso per visionare la “documentazione che attesti da parte di Ferrovie dello Stato la volontà di rendere dette stazioni fruibili alle persone con disabilità motoria”.
Nonostante la rilevanza della richiesta, RFI non ha fornito ulteriore riscontro, ritenendo di aver già esaurito il proprio compito con una precedente nota interlocutoria. Di fronte a questo silenzio, il cittadino si è rivolto inizialmente al Difensore civico della Regione Campania, il quale ha poi trasferito gli atti alla Commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per competenza.
La natura pubblica dei servizi ferroviari e il diritto di accesso
Nella sua difesa, la società resistente ha eccepito la genericità dell’istanza, definendola una richiesta dal carattere “meramente esplorativo”. Tuttavia, la Commissione ha respinto tale impostazione, chiarendo che la disciplina dell’accesso ai documenti (ex artt. 22 e 23 della legge 241/1990) si estende anche ai soggetti di diritto privato quando questi svolgono attività di pubblico interesse.
Secondo la decisione la gestione dell’infrastruttura ferroviaria rientra pienamente in questa categoria. Di conseguenza, i soggetti privati sono assimilati alle pubbliche amministrazioni nel dovere di esaminare le domande di accesso relative a tali attività.
La decisione: accolto il ricorso di Christian Durso
Il ricorso è stato dichiarato fondato nel merito. La Commissione ha riconosciuto in capo al ricorrente un interesse diretto, concreto e attuale, legato alla sua condizione di persona con disabilità e titolare della “carta blu”. In questo contesto, l’istanza non può essere considerata esplorativa, poiché mira a tutelare una situazione giuridicamente protetta e collegata a documenti facilmente individuabili dall’amministrazione.
Nella motivazione viene però specificato un limite tecnico: l’obbligo di ostensione riguarda esclusivamente la documentazione eventualmente già formata. Come ricordato dalla Commissione citando la giurisprudenza del Consiglio di Stato:
“l’istanza di accesso deve attenere a documentazione già formata dalla pubblica amministrazione destinataria dell’istanza: questa, invero, pone in capo all’Amministrazione un mero dovere di dare (ossia di rendere conoscibile un quid già precostituito), non anche un preliminare dovere di facere (ossia di confezionare una documentazione prima inesistente)”.
Con questo provvedimento, la Commissione ha invitato RFI a riesaminare l’istanza e a fornire le informazioni richieste sulla reale volontà e progettazione degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni di Pisciotta e Centola.
Nessun intervento in programma
Al momento, tuttavia, RFI ha già segnalato che non sono previsti interventi interventi di abbattimento di barriere architettoniche, come annunciato a seguito di un’interrogazione parlamentare. Gli scali accessibili restano Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri.