Ciclovia del Tanagro: al via il cantiere che unisce natura e storia nel Vallo di Diano

Scritto il 08/04/2026
da Erminio Cioffi

Partono i lavori per la Ciclovia del Tanagro. Un progetto da 2,5 milioni di euro tra la Foresta Cerreta-Cognole e Sassano per rilanciare turismo e ambiente

Il futuro del Vallo di Diano corre su due ruote. Sono ufficialmente partiti i lavori per la Ciclovia del Tanagro, un’opera che non è solo una pista ciclabile, ma una vera e propria scommessa sul turismo lento e sulla cura del territorio. Il progetto, guidato dal Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, punta a trasformare le sponde del fiume in un corridoio verde dedicato alla sostenibilità.

Il percorso: 14 chilometri tra parchi e fiumi

Con un investimento di circa 2,5 milioni di euro grazie al programma Parchi per il Clima, il tracciato si svilupperà per quattordici chilometri. Si parte dalla Foresta Regionale Cerreta-Cognole, attraversando scenari suggestivi lungo il fiume Calore, fino a toccare l’area di Buonabitacolo. Il viaggio prosegue poi tra l’Oasi di Riofreddo e il torrente Peglio, terminando la sua corsa al Ponte Cappuccini di Sassano.

Storia e ambiente: molto più di una ciclabile

L’aspetto interessante di questo intervento è il recupero della memoria storica. Pedalando si potranno osservare le opere di bonifica degli anni ’30, simboli di un’epoca che ha cambiato il volto agricolo della zona.

Ma c’è anche un obiettivo pratico di tutela ambientale. Portare persone, famiglie e sportivi lungo i fiumi significa creare un presidio naturale contro l’abbandono dei rifiuti e il degrado, trasformando i cittadini in custodi della propria terra.

Una sinergia per il territorio

Il progetto vede la collaborazione tra il Consorzio e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’idea è quella di non fermarsi qui: l’obiettivo a lungo termine è estendere ulteriormente il percorso verso altri comuni del Vallo.

I lavori dovrebbero durare circa un anno. Tra dodici mesi, il territorio avrà finalmente un’infrastruttura moderna capace di unire mobilità dolce e identità locale.