Bivacco all’ospedale Ruggi di Salerno. Le segnalazioni sono molteplici ma il caso più eclatante si registra nel corpo C-D. Nonostante la segnaletica ufficiale si fermi al sesto piano, dove risiede la Pediatria, l’ascensore permette di raggiungere un settimo livello non censito. Qui è stato documentato l’uso di spazi ospedalieri come alloggio abusivo. Una coppia di giovani è stata sorpresa a dormire su brandine fornite di lenzuola e coperte marchiate dall’Azienda Universitaria.
Non si tratta di un episodio isolato: altre attrezzature ammassate suggeriscono la presenza di un vero e proprio ostello improvvisato all’interno della struttura pubblica.
L’affondo dei sindacati: «Fallimento gestionale totale»
Sulla vicenda è intervenuto con durezza Polichetti, delineando un quadro di estrema gravità. «Siamo di fronte a un quadro che definire allarmante è riduttivo. Quanto denunciato non è solo indegno per una struttura sanitaria pubblica, ma rappresenta un pericolo concreto e quotidiano per pazienti, operatori e cittadini. Un ospedale trasformato in rifugio abusivo, privo di controlli e sicurezza, è il segno evidente di un fallimento gestionale totale», ha dichiarato l’esponente sindacale.
Secondo Polichetti, la situazione ha superato ogni limite di tolleranza: «Non si può tollerare che in un presidio sanitario si entri e si esca liberamente, che esistano reparti fantasma occupati abusivamente e che il personale lavori in condizioni di rischio costante. Qui non parliamo di disservizi, ma di una situazione fuori controllo che richiede interventi immediati e drastici».
Denuncia alla Procura e richiesta di dimissioni
La gravità dei fatti ha spinto il sindacato ad annunciare azioni legali formali. «Chiedo ufficialmente l’intervento della Procura della Repubblica di Salerno affinché vengano accertate eventuali responsabilità penali e amministrative. È necessario capire come si sia potuti arrivare a un tale livello di degrado e chi abbia omesso controlli e vigilanza», ha incalzato Polichetti.
Il dito è puntato direttamente contro i vertici aziendali, di cui vengono chieste le dimissioni senza appello: «Alla luce di quanto emerso, ritengo inevitabili e non più rinviabili le dimissioni immediate dei vertici del Ruggi, i dottori Sergio Russo e Luigi Memoli. Quando un ospedale perde il controllo dei propri spazi e della sicurezza interna, significa che la governance ha fallito».
Un sistema fuori controllo tra furti e bivacchi
Dopo le 22:30, l’ospedale si trasformerebbe – secondo le segnalazioni – in un labirinto deserto dove, secondo le testimonianze, «spesso i senza tetto trovano da dormire perfino nella cappella del Ruggi, essendo la porta sempre aperta».
Questa assenza di controllo alimenta non solo il bivacco, ma anche furti ricorrenti di effetti personali e componenti meccaniche delle auto. Polichetti richiama infine la responsabilità politica: «Non si può continuare a scaricare tutto sul futuro o su un nuovo ospedale che verrà. La sicurezza si garantisce oggi, non tra anni. I cittadini meritano rispetto, non una sanità abbandonata a sé stessa».