Il sindaco di Rofrano, Nicola Cammarano, è stato rinviato a giudizio con le accuse di blocco stradale, aggressione e minacce. Al centro del procedimento vi è l’episodio avvenuto nel marzo 2025 (leggi qui) ai danni del capogruppo dell’opposizione, Pasquale Cetrola, che all’epoca dei fatti denunciò di essere stato vittima di un vero e proprio agguato mentre percorreva la strada provinciale.
La ricostruzione delle accuse e la denuncia di Cetrola
Secondo quanto esposto ai carabinieri e sostenuto dall’accusa, il primo cittadino avrebbe atteso Cetrola lungo la tratta Rofrano-Laurito per poi passare dalle offese verbali alle vie di fatto. La denuncia riporta che il sindaco avrebbe bloccato il tragitto del consigliere, colpendolo successivamente al volto con uno schiaffo. Un evento che fece discutere la comunità locale, portando il gruppo di minoranza a definire l’accaduto come un episodio di inaudita gravità.
All’indomani dei fatti, l’opposizione espresse la propria indignazione attraverso un manifesto pubblico dai toni durissimi: “Il dottore Cetrola ha subito da parte del Sindaco di Rofrano un agguato di inaudita gravità e viltà, senza precedenti e impensabile per la nostra piccola comunità”. Nello stesso documento, gli esponenti di minoranza chiedevano un passo indietro immediato del primo cittadino, dichiarando che “Nicola Cammarano non è in grado di fare il Sindaco di Rofrano. Si dimetta e liberi finalmente il nostro paese dalla superbia, dalla incompetenza, dagli inciuci”.
La difesa del sindaco: casualità e scontro verbale
Fin dal primo momento, Nicola Cammarano ha respinto fermamente ogni addebito, negando categoricamente l’uso della forza o il blocco intenzionale della sede stradale. La tesi della difesa poggia sulla tesi di un incontro casuale degenerato in una discussione accesa ma priva di contatti fisici.
Il sindaco ha ribadito la sua versione anche in vista del processo: “Non c’è stata alcuna aggressione fisica da parte mia nei confronti del consigliere Pasquale Cetrola, nella maniera più assoluta. A questo incontro, avvenuto in maniera casuale per strada erano presenti anche altre persone. Ho solo chiesto al consigliere Cetrola di mantenere la nostra diversità di vedute nell’ambito politico e non scendere nelle vicende personali”. Cammarano ha inoltre sottolineato come la minoranza abbia fatto ricorso con frequenza alle denunce nei suoi confronti, definendo lo scontro attuale come l’ennesimo tentativo di screditare la sua azione amministrativa.
Il clima politico e l’attesa per il dibattimento
Il rinvio a giudizio segna la fine della fase preliminare e l’inizio del confronto in aula. Il processo è già stato avviato e la seconda udienza è calendarizzata per il prossimo 22 aprile presso il Tribunale di Vallo della Lucania. Nonostante le forti pressioni e le richieste di dimissioni avanzate dall’opposizione sin dal 2025, Cammarano è rimasto saldamente alla guida del comune cilentano.
Il clima politico a Rofrano resta tuttavia incandescente. Le recenti iniziative intraprese dalla minoranza, volte a mettere in discussione la legittimità di alcuni atti amministrativi, lasciano presagire che la battaglia tra le due fazioni non si limiterà alle aule giudiziarie, ma continuerà a caratterizzare la vita democratica del paese per i mesi a venire.