“Crimini e Delitti” è il programma condotto da Maria Emilia Cobucci, in tandem con l’avvocato Francesco Barone, in onda tutti i venerdì a partire dalle ore 20:40.
Un lungo viaggio che ripercorrerà e esaminerà le notizie e i casi di cronaca nera che hanno caratterizzato l’intero territorio cilentano e non solo. Attraverso approfondimenti, immagini e testimonianze verranno raccontate tutte le storie che nel corso degli anni hanno lasciato un segno indelebile.
In questa puntata il centro della discussione, l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica barbaramente ucciso la notte del 5 settembre 2010 a Pollica.
Da allora sono trascorsi anni di indagini, lunghe e tormentate, prima affidate alla procura di Vallo della Lucania, poi assunte dalla Direzione distrettuale Antimafia di Salerno. Le sue ultime ore trascorse in vita Vassallo le passò al porto con i suoi concittadini e amici di sempre, a parlare di mare e di pesca.
A distanza di sedici anni dall’omicidio, nei mesi scorsi, sono emersi ulteriori particolari. Il sindaco pescatore, già alcuni mesi prima, aveva paura di essere ucciso. Lo aveva rivelato ad un collega amministratore, Domenico Vaccaro. Probabilmente questo timore era collegato alla scoperta di un grosso traffico di droga ad Acciaroli.
Sembrerebbe che gli stupefacenti arrivavano via mare, attraverso dei gommoni che il cartello degli Scissionisti di Secondigliano spediva nel Cilento e finanche in Calabria. Vassallo scoprì tutto e “rifiutò di farsi corrompere”, come avrebbe rivelato un boss a degli investigatori.
Secondo Vaccaro, Angelo Vassallo aveva un “forte sentimento di delusione” per avere coperto un gigantesco traffico di droga e questo sarebbe il movente. Nonostante i 16 anni trascorsi, gran parte delle indagini restano ancora coperte dal segreto istruttorio e si è ancora lontani dalla verità.
Nel corso dei mesi diverse sono state le persone iscritte nel registro degli indagati ma un vero e proprio colpo di scene ha sorpreso la famiglia Vassallo lo scorso 27 marzo. Nel corso dell’udienza preliminare, il Gup del Tribunale di Salerno ha riscritto la geografia dell’inchiesta non luogo a procedere per Fabio Cagnazzo.
L’alto ufficiale dell’Arma, che per anni ha occupato il centro di una tempesta mediatica e giudiziaria arrivando a conoscere la durezza del carcere militare, esce di scena prima ancora che si apra il dibattimento.