Un autentico terremoto politico ha colpito la città di Pagani nella serata di ieri. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio Comunale per accertate infiltrazioni della criminalità organizzata. La decisione, arrivata come un fulmine a ciel sereno a poche settimane dalla tornata elettorale, segna un punto di rottura drastico per l’amministrazione locale guidata dal sindaco Lello De Prisco.
Il provvedimento del Governo e l’arrivo dei Commissari
Il decreto di scioglimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). Secondo quanto emerso dalle indagini e dal lavoro della Commissione d’Accesso, sono stati rilevati condizionamenti da parte dei clan locali tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità della macchina amministrativa.
Con l’entrata in vigore del provvedimento, decadono immediatamente il sindaco, la giunta e l’intero consiglio comunale. La gestione dell’ente sarà affidata per i prossimi 18 mesi a una Commissione Straordinaria composta da tre funzionari dello Stato, che avranno il compito di ripristinare la legalità e la trasparenza all’interno di Palazzo San Carlo.
Elezioni sospese: salta il voto di maggio
L’effetto più immediato e dirompente del decreto è lo stop alle elezioni amministrative che si sarebbero dovute tenere tra circa un mese. La città di Pagani non tornerà alle urne nella data prevista: il confronto democratico viene congelato per l’intera durata del commissariamento, lasciando i candidati sindaci e le coalizioni già in campo in una fase di totale incertezza.
Il provvedimento non riguarda solo Pagani: nello stesso Consiglio dei Ministri è stato sciolto per motivi analoghi anche il comune di Arienzo, in provincia di Caserta, a testimonianza di una vigilanza altissima del Viminale sulla tenuta democratica degli enti locali in Campania.
Le reazioni: l’amarezza del sindaco De Prisco
Il primo cittadino uscente, Lello De Prisco, ha accolto la notizia con estremo sconforto, sottolineando la tempistica del provvedimento. Queste le sue prime dichiarazioni a caldo:
“Un provvedimento che ci lascia profondamente amareggiati e sorpresi, anche perché arriva a pochi giorni dalla presentazione delle candidature.”
Anche dal resto del mondo politico locale giungono messaggi di preoccupazione per il futuro della comunità. Davide Nitto, candidato del centrosinistra prima dello stop, ha definito l’accaduto come una “ferita per la città”, paventando il rischio di una prolungata stasi amministrativa che potrebbe bloccare progetti chiave per il territorio.
Cosa succederà nei prossimi mesi
La sfida per la Commissione Straordinaria sarà complessa: i tre commissari dovranno analizzare minuziosamente gli atti prodotti negli ultimi anni, con particolare attenzione agli appalti e alle procedure burocratiche finite sotto la lente d’ingrandimento della Commissione d’Accesso. L’obiettivo dichiarato è quello di bonificare l’apparato comunale da ogni possibile influenza esterna, creando le basi necessarie per restituire ai cittadini, tra un anno e mezzo, un’amministrazione solida e libera da condizionamenti criminali.