Il Comune di Pisciotta segna una svolta strategica per la salvaguardia del proprio patrimonio. L’amministrazione ha ufficialmente avviato l’iter per la creazione dell’“Ecomuseo di Pisciotta Paesaggio, Ulivo e Memoria Mediterranea”. L’iniziativa si configura come un percorso istituzionale e partecipativo volto a trasformare l’intero territorio comunale in uno strumento permanente di tutela e sviluppo sostenibile.
Un museo a cielo aperto tra ulivi e borghi medievali
A differenza delle istituzioni museali classiche, l’Ecomuseo non si limita a un singolo edificio. Esso coincide con l’identità stessa del territorio: dal borgo antico medievale con le sue architetture in pietra, fino al paesaggio agrario caratterizzato dagli ulivi secolari della cultivar “Pisciottana”.
Il progetto mira a integrare il patrimonio materiale, come i terrazzamenti e i muretti a secco, con quello immateriale, rappresentato dai saperi e dalle ritualità della frazione Marina e della tradizione della pesca. Come si legge nel documento ufficiale, l’obiettivo è dotarsi di mezzi innovativi per “coniugare tutela e sviluppo, memoria e innovazione, tradizione e sostenibilità”.
Gli obiettivi strategici: economia e rigenerazione
L’istituzione di questa nuova realtà non ha solo finalità culturali, ma punta a generare ricadute concrete sul tessuto sociale ed economico locale. Tra i pilastri del progetto figurano:
- La rigenerazione urbana e il contrasto allo spopolamento attraverso il recupero di spazi inutilizzati nel centro storico.
- Lo sviluppo economico basato sulla promozione di un turismo esperienziale e sulla valorizzazione delle produzioni tipiche.
- La creazione di reti collaborative tra artigiani, pescatori, agricoltori e operatori turistici.
L’Ecomuseo permetterà inoltre al Comune di accedere a specifici fondi regionali ed europei (FESR 2021-2027), oltre a poter partecipare a bandi legati al PNRR.
Un percorso partecipativo per la comunità
La delibera sottolinea l’importanza del coinvolgimento attivo della cittadinanza. L’amministrazione comunale agirà come promotore di un processo che vedrà protagonisti associazioni, scuole e operatori economici. Il percorso seguirà i criteri della Legge Regionale Campania n. 13 del 2023, necessaria per l’ottenimento del riconoscimento ufficiale e l’iscrizione nell’elenco regionale degli Ecomusei.
Il piano d’azione prevede la mappatura del patrimonio territoriale, l’attivazione di laboratori per la trasmissione intergenerazionale dei saperi e la creazione di un archivio digitale comunitario. L’Ecomuseo viene dunque definito come una vera e propria “infrastruttura culturale diffusa” e un “laboratorio permanente di comunità”.