Salerno, tentano di vendere i pezzi del Ponte dei diavoli: sventata la truffa ai turisti

Scritto il 30/04/2026
da Redazione Infocilento

Un uomo ha tentato di vendere frammenti dell'acquedotto medievale di Salerno come souvenir. Intervengono Soprintendenza e Comune per la tutela del bene

Il centro di Salerno è stato teatro di un episodio che oscilla tra il grottesco e il reato ai danni del patrimonio storico. Un uomo ha tentato di vendere frammenti lapidei sottratti dall’antico acquedotto medievale di via Arce, meglio conosciuto come Ponte dei diavoli, offrendoli come souvenir ai turisti di passaggio. L’evento, verificatosi domenica, è stato interrotto solo grazie al pronto intervento di un cittadino che ha sventato la truffa e messo in fuga il malintenzionato.

Tentata vendita e tutela del monumento

Secondo le ricostruzioni, il soggetto avrebbe recuperato una pietra direttamente dalla struttura monumentale, cercando di monetizzare il prelievo illecito davanti ai visitatori che affollavano le strade principali. La segnalazione di un residente ha impedito che il frammento di storia locale finisse nelle mani di ignari acquirenti o, peggio, alimentasse un possibile mercato nero online.

L’episodio ha immediatamente allertato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. L’ente ha confermato di aver avviato sopralluoghi tecnici urgenti per valutare l’entità dei danni e verificare se il materiale sia stato staccato forzatamente o recuperato in seguito a cedimenti strutturali.

Il valore storico del Ponte dei diavoli

L’acquedotto medievale non è soltanto un’infrastruttura architettonica, ma un elemento fondante dell’identità salernitana. In una nota ufficiale, la Soprintendenza ha evidenziato l’importanza del sito:

“L’antico manufatto, oggi inglobato nel pieno centro cittadino, rappresenta uno dei simboli identitari più iconici. Oltre alla sua funzione architettonica di redistribuzione delle acque alle strutture monastiche della zona, l’acquedotto è intriso di valore storico e simbolico: è il luogo dove, secondo la leggenda, si incontrarono i quattro fondatori della celebre scuola medica salernitana”.

Interventi conservativi e collaborazione istituzionale

Il monumento è da tempo monitorato a causa di criticità conservative emerse già dieci anni fa. Recentemente, la struttura è stata oggetto di imbracatura di sicurezza per prevenire la caduta di calcinacci. È attualmente in corso una stretta sinergia tra la Soprintendenza, il Comune di Salerno e l’Università degli Studi di Salerno per pianificare interventi di restauro finanziati anche tramite l’Art Bonus.

La dirigente Anna Onesti ha ribadito la gravità dell’accaduto attraverso il comunicato dell’ente:

“Il furto e il danneggiamento di beni culturali sono reati gravi, puniti dalla legge. Questa Soprintendenza ribadisce con forza anche l’importanza del ruolo attivo della cittadinanza nella salvaguardia del proprio territorio. Il rispetto del patrimonio culturale non è solo un obbligo normativo ma un impegno morale per rinsaldare il legame profondo tra la comunità e le proprie radici storiche e identitarie”.