Il parlamentino cittadino di Battipaglia approva il rendiconto di gestione 2025, ma il clima politico resta tutt’altro che sereno. Nonostante la compattezza formale dei numeri — 13 voti favorevoli che blindano la maggioranza della Sindaca Cecilia Francese — l’assise ha registrato scontri verbali e prese di posizione inattese che lasciano intravedere crepe sempre più evidenti nel fronte amministrativo.
I numeri: un avanzo da 10 milioni
A illustrare il documento contabile è stata l’assessora Gabriella Catarozzo, che ha descritto una situazione finanziaria definita “solida”. Il dato più significativo emerso dalla relazione riguarda l’avanzo libero superiore ai 10 milioni di euro, risultato di una gestione tecnica improntata al rigore e rafforzata dal recupero dell’evasione tributaria.
Una solidità rivendicata con decisione anche dalla Sindaca Cecilia Francese, che ha elencato i traguardi raggiunti: Progetti legati al PNRR. Piano di Zona con il consorzio “Tusciano Solidale”. Valorizzazione dei beni confiscati.
L’affondo delle opposizioni: “Un bilancio senza anima”
La narrazione trionfalistica della giunta si è però scontrata con le critiche durissime delle minoranze. Il consigliere Salvatore Anzalone ha definito il bilancio “senza anima”, accusando l’esecutivo di immobilismo: “Chi non spende non progredisce. Mancano strumenti fondamentali come il Puc, il Piano Spiagge e il Piano del traffico.”
Sulla stessa linea Valerio Giampaola, che ha ridimensionato il successo finanziario attribuendolo in parte a una sanatoria nazionale. Non è mancata una stoccata ironica sul caso della scuola Fiorentino: “Sono otto anni che non è completa; nello stesso tempo i romani costruirono il Colosseo”.
Lo strappo interno: il caso Clemente
Il momento di massima tensione non è arrivato dai banchi dell’opposizione, ma dall’interno della stessa maggioranza. Il consigliere Vincenzo Clemente, pur votando a favore per senso di responsabilità, ha rilasciato dichiarazioni pesanti che sanno di rottura: “Non sono orgoglioso di questa maggioranza e non partecipo più alle riunioni politiche. Mi assumo le mie responsabilità e chiedo scusa ai cittadini”.
Una vittoria amara
Il rendiconto passa, ma la vittoria politica appare fragile. Se da un lato i conti certificano una stabilità economica, dall’altro emerge l’immagine di una città che, secondo i critici, resta ferma davanti alle grandi sfide del territorio — dall’aeroporto all’alta velocità — e di una maggioranza che mostra segnali evidenti di logoramento interno proprio nel momento del traguardo contabile.