Ieri a Sala Consilina è stato rinnovato uno dei riti più antichi e identitari della sua storia: la festa della Croce, conosciuta da tutti come “La Cruci”. Un appuntamento che affonda le radici nella devozione popolare e che segna simbolicamente l’inizio del ciclo festivo dedicato a San Michele Arcangelo, patrono della Città.
La giornata è iniziata con la partenza dei fedeli dalla chiesa della Santissima Annunziata. Un cammino che rievoca un’antica tradizione, quando proprio il 3 maggio rappresentava il momento in cui si avviavano i preparativi ufficiali per le celebrazioni dell’8 maggio. Alle ore 12:00, presso il Santuario di San Michele Arcangelo, è stata celebrata la Santa Messa.
Il significato profondo tra fatica e devozione
A raccontare l’essenza di questa giornata è stata spesso la memoria del compianto don Antonio Cantelmi, che descriveva “La Cruci” come il giorno in cui, un tempo, volontari e boscaioli si dedicavano alla pulizia del percorso che conduce al santuario. Fogliame, pietre e detriti venivano rimossi con accette e roncole per rendere agevole il passaggio della processione lungo le “volte” del monte.
Era un momento di fatica ma anche di grande convivialità: nel pomeriggio, tra il vino e la stanchezza, si scendeva a valle trascinando grandi rami tagliati nei boschi, in un rito collettivo che univa il lavoro alla festa e al senso di appartenenza.
Un ponte tra passato e presente
Oggi “La Cruci” continua a rappresentare un momento di identità forte per la comunità salese: non solo una celebrazione religiosa, ma un ponte tra passato e presente, tra fede e cultura popolare. Nel silenzio del cammino verso il monte e nella preghiera condivisa, Sala Consilina riscopre le sue radici più autentiche, rinnovando il legame profondo con il suo santo protettore.