Redditi in Italia, la crescita batte l’inflazione nel 2024: a Positano i più ricchi. Nel Cilento il comune più “povero”

Scritto il 05/05/2026
da Ernesto Rocco

I dati MEF 2025 confermano l'aumento dei redditi reali in Italia. Analisi dei dati pro capite e focus sui comuni della provincia di Salerno: da Positano a Rofrano

I nuovi dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 per l’anno d’imposta 2024, delineano un quadro di ripresa economica per le famiglie italiane. Secondo l’analisi condotta da Excellera Intelligence, il reddito complessivo pro capite a livello nazionale è salito a 25.125 euro, segnando un incremento del 4,1% rispetto all’anno precedente.

Questa crescita assume un valore particolare se rapportata all’inflazione, che nello stesso periodo si è attestata all’1,1%. Per la prima volta dopo diversi anni, i redditi reali mostrano un aumento apprezzabile, restituendo ossigeno al potere d’acquisto dei cittadini nonostante le tensioni geopolitiche e le conseguenze dei recenti anni di crisi sanitaria.

Analisi del trend e distribuzione della ricchezza

L’osservatorio permanente del Barometro Excellera evidenzia come, nell’arco di quindici anni (dal 2009 al 2024), il reddito medio imponibile sia cresciuto di quasi un terzo. Il periodo post-pandemia ha impresso una nuova accelerazione a questa tendenza, trovando nel 2024 un equilibrio positivo con i prezzi al consumo.

Tuttavia, permangono profonde differenze nella distribuzione della ricchezza. Nel 2024, solo il 6,0% dei contribuenti ha dichiarato un reddito superiore ai 55mila euro. Sul fronte opposto, oltre un cittadino su tre (33,2%) si colloca nella fascia al di sotto dei 15mila euro. Nonostante il divario resti ampio, si registra un lieve miglioramento rispetto al 2023, quando la percentuale di chi dichiarava redditi bassi era pari al 35,2%.

La geografia dei redditi in provincia di Salerno

All’interno del territorio salernitano, la distribuzione della ricchezza appare variegata, con picchi di benessere concentrati nelle zone a maggiore vocazione turistica e nei centri amministrativi. Positano si conferma la città con il reddito pro capite più elevato della provincia, sfiorando i 38mila euro.

Il Capoluogo segue con circa 27mila euro, registrando un aumento di 1.000 euro rispetto alla precedente rilevazione. Risultati significativi si riscontrano anche a Vallo della Lucania e Ispani, entrambi attestati sui 22mila euro, con quest’ultimo comune che vanta un incremento di 1.500 euro.

Agropoli si posiziona sulla soglia dei 20mila euro di reddito pro capite, con una crescita di 891 euro. Cifre simili si registrano a Pollica, Sapri e Vibonati, dove quest’ultimo evidenzia un balzo in avanti di 1.500 euro. Nella fascia tra i 18 e i 19mila euro si trovano centri come Battipaglia, Montecorvino Rovella, San Pietro al Tanagro e Sant’Arsenio, oltre a piccoli centri cilentani come Torchiara, Prignano, Novi Velia e Cuccaro Vetere.

Le aree con i redditi più bassi

Il rapporto evidenzia criticità nelle zone interne e in alcuni comuni del basso Cilento. In diverse località tra cui Montano Antilia, Futani, San Mauro La Bruca, Centola, Camerota, Caselle in Pittari, Morigerati e Sanza, il reddito medio oscilla tra i 14 e i 15mila euro annui. Situazione analoga si riscontra nell’entroterra tra Postiglione, Ottati, Ricigliano e San Gregorio Magno.

Il dato più basso della provincia appartiene a Rofrano, che si attesta come il comune più povero con un reddito medio di 12mila euro, nonostante un incremento di 500 euro rispetto all’anno precedente.