Il Cilento arriva sul palco del COMICON Napoli attraverso il gioco da tavolo. “La stuzza saracena”, progetto ideato da Vincenzo Autuori, ha vinto l’VIII edizione dell’Italian Game Jam 2026, la competizione dedicata al game design di giochi da tavolo svoltasi durante il festival.
La premiazione si è tenuta domenica 3 maggio 2026 in Sala Mordor, al termine di un percorso in cui i prototipi dei partecipanti sono stati testati dal pubblico e dalla giuria. Come comunicato da COMICON, il progetto vincitore avrà ora la possibilità di essere realizzato.
Un gioco ispirato alla tradizione di Santa Maria di Castellabate
Il gioco nasce da un’ispirazione fortemente legata al territorio salernitano: lo storico Palio della Stuzza di Santa Maria di Castellabate, una delle tradizioni più riconoscibili della costa cilentana. La manifestazione, che si svolge ogni anno il 14 agosto in occasione dei festeggiamenti di Santa Maria a Mare, richiama la memoria marinara del paese e mette al centro una prova di equilibrio, coraggio e abilità: camminare su un palo di legno sospeso sul mare e reso scivoloso, cercando di raggiungere le bandierine poste all’estremità.
Dal folklore locale al linguaggio del game design
In “La stuzza saracena”, questa suggestione diventa materia ludica: il mare, la sfida, la tensione dell’equilibrio e il carattere popolare della festa vengono trasformati in un’esperienza da tavolo, capace di raccontare una tradizione locale attraverso il linguaggio contemporaneo del game design.
«L’idea era partire da un’immagine potentissima del nostro territorio: un palo sul mare, una folla che guarda, qualcuno che prova ad arrivare fino in fondo senza cadere. È una scena semplice, ma dentro ci sono rischio, ironia, identità, memoria collettiva. Ho provato a trasformare tutto questo in un gioco veloce e divertente», racconta Vincenzo Autuori, autore del progetto.
Un riconoscimento per il patrimonio culturale cilentano
La vittoria al COMICON rappresenta un riconoscimento importante non solo per l’autore, ma anche per una tradizione cilentana che trova così una nuova forma di racconto: non solo folklore, ma patrimonio vivo, capace di dialogare con il mondo del gioco, della creatività e della progettazione culturale.