Finisce, almeno per il momento, l’era di Giovanni Fortunato, politico di lungo corso e figura di riferimento nel Golfo di Policastro. Quattro volte Sindaco del Comune di Santa Marina, ma anche consigliere provinciale e regionale con la compagine politica guidata dall’allora Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro.
Dalle origini alla scalata in Regione
La lunga carriera politica di Giovanni Fortunato inizia nel 2007, quando per la prima volta indossa la fascia tricolore. Un incarico che gli verrà riconfermato nella successiva tornata elettorale, quando il gruppo politico da lui capeggiato vince nuovamente le elezioni amministrative a Santa Marina.
Un incarico che però dovrà lasciare per incompatibilità con la carica di Consigliere regionale, ottenuta nel marzo del 2010 al termine delle elezioni regionali e della vittoria della lista Caldoro Presidente. Di fatto, grazie all’elezione del fratello Dionigi, Giovanni Fortunato non lascerà mai veramente le redini dell’Ente comunale nel quale si ripresenterà terminata l’esperienza in Regione nelle amministrative del 2015 e del 2020, vincendole entrambe.
Il percorso politico: tra Fratelli d’Italia e Forza Italia
Sempre vicino al centrodestra, Fortunato ha militato in Fratelli d’Italia, partito guidato dell’onorevole Edmondo Cirielli, fino al 2024 quando, alcune frizioni con l’attuale sottosegretario, lo portarono ad abbandonare il partito e a rientrare in Forza Italia, una compagine politica nella quale aveva già militato negli anni addietro e che lo aveva candidato a palazzo Santa Lucia.
La “Città del Futuro” e l’addio forzato
Amato e odiato, a volte colorito nelle sue espressioni, Fortunato ha lavorato per realizzare quella che lui chiamava la “Città del futuro” che, dopo il cineteatro e il convento francescano riqualificato, avrebbe contemplato centri sportivi, infrastrutture turistiche e opere di riqualificazione e bonifica del territorio.
Progetti che non ha completato: il suo percorso politico si è interrotto nella mattinata di ieri, 6 maggio, con le dimissioni da primo cittadino a seguito delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto a partire dal mese di maggio dello scorso anno.
Cosa succede ora?
Il comune tornerà al voto tra 12 mesi. Appena le dimissioni diventeranno effettive, sarà un commissario prefettizio a reggerne le sorti, traghettando l’amministrazione verso le prossime elezioni.