San Filippo d’Agira: tra storia e leggenda, il culto del Santo che unisce la Sicilia al Cilento

Scritto il 12/05/2026
da Concepita Sica

Scopri la storia di San Filippo d’Agira, il "Santo Nero" venerato a Laurito. Un viaggio tra fede, esorcismi e antiche tradizioni cilentane

San Filippo d’Agira, noto anche con gli appellativi di San Filippo il Siriaco, di Tracia, Agirò, Argirone o Costantinopolitano, e affettuosamente chiamato “San Filippo ‘u niuru”, è una figura di profonda venerazione nel Mezzogiorno d’Italia. Il suo culto, radicato nel tempo, trova una delle sue espressioni più sentite e suggestive a Laurito, nel cuore del Cilento.

Una vita tra fede, storia e leggenda

La biografia di San Filippo è giunta fino a noi attraverso due fonti principali che ne tracciano un profilo sospeso tra realtà storica e narrazione agiografica. Secondo la testimonianza di Atanasio, San Filippo visse nel I secolo e fu uno dei sette diaconi scelti per il servizio della comunità cristiana, come riportato negli Atti degli Apostoli.

La sua missione era caratterizzata dalla predicazione del Cristo e da potenti atti di guarigione ed esorcismo. Il suo viaggio lo portò da Cesarea Marittima fino a Roma; qui, dopo un naufragio a Creta, fu ordinato sacerdote dall’apostolo Pietro, che lo inviò in Sicilia con il preciso compito di evangelizzare l’isola e liberarla dalle presenze demoniache.

Le radici siriache e il cammino spirituale

Un’altra tradizione vuole Filippo figlio di Teodosio, di origini siriache, e della nobile romana Augia. Nato come un dono atteso dopo la tragica perdita di tre fratelli, Filippo si dedicò fin dall’infanzia allo studio delle Sacre Scritture e alla formazione cristiana. Ordinato diacono a soli 21 anni, partì per Roma, dando inizio a un cammino spirituale che lo avrebbe reso uno dei santi più amati del Mediterraneo.

La sua figura è quella di uno strenuo operatore di pace e di un fedele annunciatore del Vangelo, sempre pronto a prodigarsi per i bisognosi, i malati e gli emarginati. La fama di taumaturgo lo accompagnò ovunque, con numerosi eventi prodigiosi riferiti anche nella Cronaca di Eusebio.

Il legame indissolubile con Laurito e il Cilento

A Laurito, la devozione per San Filippo ha radici profonde che si intrecciano con l’arte e la storia locale. All’interno della chiesa a lui dedicata, gli affreschi realizzati alla fine del XV secolo rappresentano un raro gioiello artistico: le pareti e la volta a crociera narrano episodi significativi del Nuovo Testamento, testimoniando l’importanza del sito.

Un dettaglio iconografico unico distingue il Santo in questo territorio: a differenza di altre rappresentazioni, a Laurito San Filippo è raffigurato con mitra e pastorale. Questi simboli non indicano un episcopato, ma rappresentano l’autorità abbaziale, confermando le antiche radici monastiche del suo culto nella zona.

La protezione del “Santo Nero” e la reliquia sacra

Il popolo di Laurito custodisce con estrema cura quello che considera il suo tesoro più prezioso: la reliquia del mignolo destro di San Filippo. Durante il periodo della novena, i fedeli invocano il Santo con canti e preghiere, chiedendo protezione “da ogni sorta ria” (da ogni tipo di male).

Il legame con il territorio è riassunto in un’invocazione popolare che recita: “San Filippo scudo e spada, la tua reliquia sia, da ogni sorta ria, ci possa liberare!”. Ancora oggi, San Filippo d’Agira resta il baluardo spirituale della comunità, un ponte tra la storia antica e una fede che non accenna a sbiadire.