La FP CGIL Salerno chiede un incontro urgente al Direttore Generale dell’ASL Salerno, l’ingegnere Gennaro Sosto, sulla questione della guardia radiologica notturna, soppressa negli ospedali di Oliveto Citra, Roccadaspide e Sapri. La nota è indirizzata al presidente della Regione, Fico, alla deputazione regionale e nazionale della provincia e ai sindaci dei territori del Cilento, Alburni, Alto e Medio Sele e Tanagro.
I rischi clinici della mancanza di un radiologo in presenza
“La preoccupazione è concreta e riguarda i livelli essenziali di assistenza garantiti ai cittadini dell’entroterra nelle ore notturne. Senza un radiologo in presenza, ci sono prestazioni che semplicemente non possono essere erogate: l’ecografia per una sospetta torsione ovarica o testicolare, la gestione delle pazienti in gravidanza e dei pazienti minori, la TC cerebrale, gli esami contrastografici indispensabili per diagnosticare patologie gravi come l’embolia polmonare, la dissezione aortica, l’ictus e le ischemie degli organi, o i traumi con rotture d’organo.
Inoltre, nell’indisponibilità dell’ecografia, si rischia il ricorso alla TC come surrogato improprio, con una radioesposizione evitabile; oppure, per eseguire le TC cerebrali e con mezzo di contrasto, si è costretti a trasferire il paziente altrove, con tutto il ritardo diagnostico e terapeutico che ne consegue, e con il relativo rischio clinico e di contenzioso medico-legale”, afferma Valerio D’Agostino, RSA FP CGIL medici Asl Salerno.
La denuncia sulla teleradiologia come scelta ordinaria
La FP CGIL lo afferma senza giri di parole: “La teleradiologia non è una soluzione strutturale, ma uno strumento emergenziale. Lo dice anche l’Istituto Superiore di Sanità, che l’ammette solo quando un presidio non può disporre ‘temporaneamente e occasionalmente’ di un radiologo, e che chiarisce esplicitamente come essa non possa in nessun caso giustificare la rinuncia al reclutamento del personale necessario o al risparmio economico.
Viceversa, questa teleradiologia non è sicura né per i cittadini né per gli operatori, e contribuisce a scoraggiare i giovani medici delle altre discipline a scegliere gli ospedali delle aree interne come luogo di lavoro, poiché ovviamente preferiscono non lavorare senza l’ausilio della radiologia h24”.
Una graduatoria con 112 professionisti ancora inutilizzata
Ebbene, ora quel personale c’è. Il 4 maggio 2026 è stata pubblicata all’albo aziendale la graduatoria finale del concorso pubblico per radiologi dell’ASL Salerno: 10 vincitori e 102 idonei, per un totale di 112 professionisti già selezionati e disponibili. Continuare a mantenere la teleradiologia come regime ordinario, in questo contesto, appare difficilmente giustificabile e foriero di pericoli per cittadini e operatori sanitari.
La protesta dei sindaci e dei territori coinvolti
A rafforzare la posizione della FP CGIL arriva anche la voce dei territori. Il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, ha ricordato in una nota del 4 maggio che il combinato disposto tra il DM 70/2015 e l’Allegato 1 del CCNL Area Sanità 2019-2021 stabilisce che la guardia radiologica va organizzata per singola unità operativa negli ospedali sede di DEA di I livello.
Anche il sindaco di Roccadaspide, Gabriele Iuliano, ha reclamato dignità per l’ospedale di Roccadaspide, che spesso rimane senza radiologo pure di pomeriggio. Nel frattempo decine di sindaci del Sele-Tanagro e Alburni hanno sottoscritto una petizione promossa dalla FP CGIL, accettando di attendere i risultati del concorso prima di rivendicare il ripristino della guardia radiologica h24.
L’appello di FP CGIL ad ASL Salerno e Regione Campania
“Ai sindaci era stato detto di attendere il concorso, e i sindaci hanno aspettato con fiducia”, dichiarano Antonio Capezzuto e Massimiliano Voza, rispettivamente Segretario Generale e Coordinatore Medici della FP CGIL Salerno. “Il concorso c’è stato, la graduatoria è pubblica, i medici ci sono e sono pronti a iniziare. A questo punto non esistono più alibi tecnici né giustificazioni amministrative. Continuare a mantenere la teleradiologia come soluzione ordinaria negli ospedali con Pronto Soccorso non è una scelta neutrale: è una scelta precisa, che scarica il peso dell’inefficienza e del risparmio sul paziente più fragile, quello che vive lontano dai grandi centri urbani e che di notte non ha alternative.
Un ossimoro, se si pensa alle comunicazioni dell’Asl Salerno nella direzione di migliorare qualità, umanizzazione e prossimità delle cure con le botteghe della comunità. Chiediamo all’ASL Salerno e alla Regione Campania di assumersi la responsabilità che compete loro: reclutare i radiologi, ripristinare la guardia attiva e restituire ai cittadini dell’entroterra salernitano gli stessi diritti di cura che hanno tutti gli altri. Chiediamo il reclutamento urgente di almeno una ventina di radiologi per tamponare l’emergenza nella prima fase, per poi valutare la carenza complessiva”, concludono Capezzuto e Voza.