Si è chiuso ieri davanti al Tribunale di Vallo della Lucania con un’assoluzione con formula piena il procedimento penale a carico di F.G., già dipendente Asl e direttore delle attività di formazione e tirocinio del corso di laurea in scienze infermieristiche all’Università di Baronissi.
All’imputato, difeso dagli avvocati Salvatore Paradiso e Vincenzo Speranza, era stato contestato il reato di truffa ai danni dell’Asl di Salerno, qualificata come parte offesa e costituita parte civile nel procedimento penale.
Le ipotesi d’accusa e l’origine dell’inchiesta nel 2019
L’inchiesta ha preso l’abbrivio nel 2019 da una fonte confidenziale ritenuta dalla polizia giudiziaria “sicura e degna di fede”; secondo l’ipotesi accusatoria, l’imputato, nella sua attività di docenza all’università di Baronissi, attraverso artifizi e raggiri, si sarebbe procurato un profitto di circa 6mila euro chiedendo ed ottenendo rimborsi per le spese di trasferta che, ad avviso della Procura, sarebbero stati illegittimi sotto tre profili: attestando una distanza chilometrica maggiorata, timbrando il badge in sedi non autorizzate ovvero usufruendo dei rimborsi anche in giornate di congedo.
All’esito di indagini preliminari molto serrate che hanno impegnato la polizia giudiziaria anche in attività di OCP (osservazione, controllo e pedinamento), l’udienza preliminare svoltasi nell’ottobre del 2021 ha segnato il rinvio a giudizio dell’imputato.
Il percorso processuale e la sentenza del giudice Ragucci
Il processo si è sviluppato per otto udienze con l’acquisizione di una mole copiosa di documenti e l’escussione dei testi del Pm e della difesa fino all’udienza di discussione svoltasi nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 20 maggio. In tarda serata la sentenza emessa dal Giudice Ragucci.
La soddisfazione della difesa e i tempi per le motivazioni
Piena soddisfazione è stata espressa dall’imputato che si è professato sempre assolutamente estraneo ai fatti contestati; piena soddisfazione è stata espressa anche dal collegio difensivo: gli avvocati Speranza e Paradiso hanno rimarcato che “il Tribunale ha accolto e condiviso la tesi difensiva e lo ha fatto utilizzando la formula di assoluzione, la più ampia e la più favorevole all’imputato, riconoscendo che il fatto materiale così come ipotizzato nel capo di imputazione semplicemente non si è verificato”.