Un grave episodio di microcriminalità ha colpito il patrimonio culturale e sociale della comunità di Campagna. Nei giorni scorsi, il giardino del Complesso monumentale di San Bartolomeo è stato teatro di un furto che compromette temporaneamente la fruibilità di uno spazio da poco riqualificato e restituito alla cittadinanza.
I malviventi hanno sottratto un tavolo da dieci posti, uno dei tre arredi acquistati recentemente grazie a specifici finanziamenti regionali, e circa 100 metri di illuminazione a led. Il danno non è esclusivamente economico, ma logistico e sociale: l’assenza dei punti luce impedisce l’utilizzo dell’area verde durante le ore notturne, privando i giovani e i gruppi di visitatori del museo di un punto di sosta e di aggregazione.
L’impatto sul polo culturale e l’appello alla cittadinanza
La direzione della struttura ha espresso profonda amarezza per un’azione che va a ledere non soltanto i beni materiali, ma il principio stesso di accoglienza che caratterizza l’attività quotidiana del polo museale. Per questa ragione, è stato lanciato un invito pubblico alla collaborazione: l’appello alla cittadinanza è di segnalare qualsiasi elemento o informazione utile che possa aiutare le forze dell’ordine a identificare i responsabili del gesto, sostenendo l’istituzione per fare in modo che l’area torni presto a essere un luogo di memoria, pace e incontro.
La sinergia tra enti e residenti per la cura dello spazio
Il giardino, di proprietà della Chiesa, è gestito dal Museo della Memoria come spazio pertinenziale in virtù di un preciso protocollo d’intesa sottoscritto con l’Amministrazione comunale. La sua recente sistemazione e valorizzazione era stata programmata e realizzata attraverso due distinti finanziamenti della Regione Campania. Attualmente, la manutenzione ordinaria e la pulizia dell’area avvengono regolarmente anche grazie al supporto e alla collaborazione attiva dei residenti del quartiere San Bartolomeo, a testimonianza del legame tra la comunità locale e il proprio patrimonio storico.